Pugni e colpi di mazza ad uno straniero: "Sei uno sporco negro!", a giudizio 11 giovani

Il pestaggio a sfondo razziale risale alla fine di ottobre ed era avvenuto in via Casella, in zona Malaspina. Vittima un ragazzo dello Sri Lanka che era stato aggredito perché avrebbe orinato dietro ad un albero: "Vai a pisciare nel tuo Paese", gli avrebbero detto gli imputati

Un momento dell'aggressione ripreso dalle telecamere

Pugni e colpi di mazza per colpire quello "sporco negro" che avrebbe dovuto andarsene a "pisciare nel suo Paese". Un pestaggio a sfondo razziale, secondo la Procura, avvenuto il 27 ottobre, in via Casella, alla Zisa, per il quale il gup Filippo Serio oggi ha rinviato a giudizio undici persone, che erano state arrestate a febbraio. Il processo inizierà per loro a metà febbraio, davanti alla secondo sezione del tribunale.

Un episodio brutale, quello denunciato dalla vittima, un cittadino dello Sri Lanka, che era stato rimproverato a suon di bastonate perché avrebbe orinato dietro ad un albero. "Sei un negro di merda", gli avrebbero detto tra l'altro gli imputati, prima di prenderlo a pugni. Lui sarebbe riuscito a rifugiarsi nel minimarket gestito da un suo connazionale, ma la banda di ragazzi lo avrebbe seguito e colpito poi anche con delle mazze. 

Secondo il procuratore aggiunto Ennio Petrigni ed il sostituto Luisa Vittoria Campanile, che hanno coordinato le indagini della squadra mobile e del commissariato Zisa-Borgo Nuovo, il ragazzo straniero sarebbe stato poi trascinato nel retrobottega del negozio e sarebbe stato rapinato di un anello d'oro dal valore di mille euro. Alla fine, la vittima aveva riportato ferite alla testa e al volto, giudicate guaribili in una settimana dai medici.

La presunta furia della banda, però, non avrebbe risparmiato altre due persone presenti nel negozio, nonché il suo titolare: anche lui, infatti, avrebbe ricevuto minacce di morte e insulti razzisti perché consegnasse l'hard disk con le immagini del pestaggio riprese dalle telecamere di sorveglianza. Un modo, secondo l'accusa, per cancellare le prove.

I poliziotti erano risaliti ai presunti responsabili e li avevano arrestati quattro mesi dopo i fatti e ora tutti dovranno affrontare un processo. Si tratta di Ivan La Versa, 44 anni, Gabriele Orlando, di 28 , Gioacchino Terzo, di 25, Alessio Filippone, di 20, Francesco Gaita, di 23, Vincenzo Gulli, di 19, Carmelo Lo Verde, di 24, Marco Fortunato, di 31, Giovanni Lo Dico, di 23, Antonino Messina, di 19, e Antonino Marchese, di 35 anni.

Gli imputati - difesi dagli avvocati Fabio Cosentino, Alessandro Piscitello, Giovanni Pecorella, Gioacchino Riggio, Ornella Travia, Fabio Falcone, Francesco Oddo, Teresa Giarratana e Vincenza Ciulla - hanno sempre negato di aver agito per motivi etnici o razziali: secondo la loro versione, infatti, lo straniero avrebbe mostrato le sue parti intime davanti alla ragazza di uno di loro e questo avrebbe scatenato la discussione. Inoltre, sarebbe stata la stessa vittima, in un secondo momento, a negare che gli fosse stato rubato l'anello d'oro, quindi non vi sarebbe stata neppure la rapina. Saranno i giudici a decidere come siano andate realmente le cose.

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