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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Calatafimi / Via Cappuccini

Clochard bruciato vivo ai Cappuccini, la confessione: "L'ho ucciso per gelosia"

A compiere il delitto un 45enne che lavora in una stazione di servizio del quartiere. Deve rispondere di omicidio volontario. Il capo della Mobile: "Pensava che la vittima insidiasse la sua compagna". Un video lo inchioda

Ha un nome e un volto l'omicida di Marcello Cimino, il clochard di 45 anni arso vivo la notte scorsa ai Cappuccini. La polizia ha fermato Giuseppe Pecoraro, 45 anni, con l'accusa di omicidio volontario. L'uomo collabora in una stazione di servizio della zona, aiuta i clienti a fare benzina e lava i vetri. Dopo un iniziale silenzio e qualche debole alibi, ha confessato il delitto.

E' stato individuato dagli agenti della Squadra Mobile dopo una giornata di interrogatori e indagini serrate. Determinante l'analisi delle immagini, registrate dalle telecamere di videosorveglianza, nelle quali si vede un uomo con il volto coperto raggiungere Cimino, che stava dormendo nell'area antistante alla mensa della missione San Francesco, cospargerlo di benzina e poi appiccare il fuoco. (LE IMMAGINI SHOCK DELL'OMICIDIO - VIDEO)

"Il delitto - secondo quanto spiegano dalla questura - è di natura passionale". L'omicida ha agito in base alla convinzione che Cimino "insidiasse" la sua compagna. I due si conoscevano e c'era stato già qualche alterco, ma questa sarebbe stata la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, scatenando gelosia, rabbia e sete di vendetta.

Gli agenti hanno individuato Pecoraro per strada. Si era fatto la barba nel tentativo di nascondere i peli rimasti bruciacchiati. Ma non era riuscito a fare lo stesso con una delle due mani. "Me lo sono fatto con la macchinetta del caffè", ha detto agli investigatori i quali hanno ritenuto inverosimile tale giustificazione. "Pensava che Cimino 'insidiasse' la sua donna - spiega il capo della squadra mobile Rodolfo Ruperti-. Tra i due c'era stata un'accesa discussione qualche giorno prima, nella piazza vicina alla Missione San Francesco dei Cappuccini dove poi è avvenuto il delitto". (L'INTERVISTA AL CAPO DELLA SQUADRA MOBILE - VIDEO)

L'OMICIDIO - via cappuccini_omicidio clochard_11marzo2017_marcello cimino-2La tragedia si è consumata poco prima della mezzanotte, quando alla sala operativa dei vigili del fuoco sono arrivate diverse segnalazioni per un rogo davanti alla mensa della missione San Francesco. Quando le squadre sono giunte sul posto hanno la macabra scoperta. Il corpo era completamente avvolto dalle fiamme e per Cimino (nella foto a destranon c'era più nulla da fare (GUARDA IL VIDEO).

LE INDAGINI - Gli inquirenti hanno da subito privilegiato la pista dell'omicidio. Sono stati sentiti gli abitanti del quartiere e i familiari. Poi sono arrivate le conferme grazie alle immagini riprese dalle telecamere che non lasciavano alcun dubbio.

LA VITTIMA - Cimino era un ex fontaniere, separato da tre anni dalla moglie. Aveva una casa in via Vincenzo Barone, al villaggio Santa Rosalia, ma aveva deciso di dimenticare il passato e lasciarsi tutto alle spalle. Da qui la scelta di vivere per strada. Guadagnava qualche euro lavorando il ferro e facendo piccoli lavori a Ballaró. I parenti avevano più volte chiesto a Cimino di tornare a vivere in casa, ma lui avrebbe sempre rifiutato ogni approccio.

Via Cappuccini, senzatetto bruciato vivo - Le foto

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LE REAZIONI - "Il fermo del presunto assassino di Marcello Cimino a poche ore dal gravissimo crimine - dice il sindaco Leoluca Orlando - conferma l'impegno e la professionalità degli organi inquirenti e delle forze dell'ordine per assicurare alla giustizia l'autore di un crimine efferato che ha turbato tutta la città". Il primo cittadino ha annunciato che il Comune di costituirà parte civile nel procedimento giudiziario.

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"Voglio congratularmi con la polizia per l'ottimo lavoro fatto. In meno di 24 ore è stato trovato e fermato il responsabile di un omicidio efferato", ha detto il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi. 

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