Dopo i guai giudiziari, riapre la sala bingo al Politeama

Nel mese di luglio i Monopoli avevano revocato la concessione perchè il titolare era stato denunciato per favoreggiamento. Era tra i commercianti che pagavano il pizzo ai boss e avrebbe avuto contatti con il capo della famiglia di Porta Nuova

Dopo sette mesi riapre la sala bingo Kursaal di via Emerico Amari, al Politeama. Un'interdittiva della prefettura aveva privato il titolare della certificazione antimafia. E così i Monopoli di Stato avevano bloccato la concessione. Oggi, dopo l'insediamento di un commissario, è stato possibile rialzare la saracinesca.

"È un successo di tutti, innanzitutto dei commissari della Prefettura a cui va un ringraziamento speciale per la sensibilità mostrata", commenta Mimma Calabrò, segretario generale per la Sicilia della Fisascat Cisl. "Abbiamo chiesto al prefetto - spiega - di insediare un commissario amministrativo affinché si potesse proseguire l'attività. Il nostro invito è stato raccolto e oggi tutti e trenta i dipendenti possono tornare al lavoro".

Il nome di Massimo Monti, titolare della sala, era emerso nell'operazione "Panta Rei", che aveva portato all'azzeramento del mandamento di Porta Nuova. Era tra i commercianti che pagavano il pizzo alla famiglia Tantillo, della cosca del Borgo Vecchio.

“Mio padre è deceduto nel mese di agosto del 2009 e sino ad allora era lui a gestire le attività economiche della famiglia - aveva detto Monti , una volta convocato dai carabinieri nel dicembre 2013 -. Prima di morire, quando ha capito che era arrivata la fine, mi chiamò e tra le altre cose mi confidò che per la sala Bingo lui pagava già da tempo il pizzo. Mi spiegava che per evitare di avere contatti con queste persone due volte l’anno, cioè a Natale e Pasqua, si era accordato a versare l’intera somma di 20 mila euro il sabato prima della domenica delle Palme. Pertanto venuto a mancare papà questa incombenza ricadde sulle mie spalle". Montì negò però di avere avuto contatti diretti con i boss. Il "compito" di consegnare il denaro veniva delegato a un impiegato. Almeno secondo quanto raccontato. I carabinieri lo hanno poi beccato in compagnia del reggente del mandamento di Porta Nuova. Un incontro avvenuto, secondo gli inquirenti, per avvisare il boss delle indagini in corso. Da qui la denuncia per favoreggiamento, sfociata nell'interdittiva antimafia e nella chiusura della sala bingo.

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