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"Scatti d'anzianità sospesi dal 2014": vertenza dei lavoratori della Reset per il ripristino

Il sindacato Ursas-Sadirs ha comunicato di avere avviato l’iter legale per il riconoscimento delle somme, in tutto circa 250 euro a dipendente: "Riteniamo che il protrarsi della sospensione sia diventato un odioso abuso gravemente pregiudizievole per i lavoratori”

Vertenza dei lavoratori della Reset per il ripristino degli scatti di anzianità. Il sindacato Ursas-Sadirs ha comunicato di avere avviato l’iter legale per il riconoscimento delle somme, in tutto circa 250 euro a dipendente. Gli scatti erano stati sospesi in sede di accordo di trasferimento del dicembre 2014 dopo il passaggio dalla Gesip. “Non si può immaginare certo che la sospensione sia a tempo indeterminato - spiega Pietro La Torre, segretario generale Usas-Sadirs – per altro su un istituto per sua natura irrinunciabile. Riteniamo che il protrarsi della sospensione sia diventato un odioso abuso gravemente pregiudizievole per i lavoratori”. 

I lavoratori potranno sottoscrivere i documenti relativi alla vertenza nei giorni di martedì, mercoledì e giovedì di febbraio presso la sede del sindacato in via Leonardo Da Vinci, 94 dalle 17 alle 19 con inizio nei giorni 4, 5 e 6 febbraio. Per istruire la pratica i lavoratori dovranno portare la carta d’identità, il codice fiscale e produrre la copia dell’ultima busta paga percepita in Gesip Spa  e copia dell’ultima busta paga percepita in Reset e  ScpA.

“L’azienda - continua La Torre - ha chiarito in modo inequivocabile di non avere alcuna volontà di porsi come controparte dell’amministrazione comunale per il rispetto gli accordi sottoscritti nel tempo, e segnatamente la parte di essi che prevedeva l’implementazione di 3 milioni di euro annui strutturali a favore di Reset e dei suoi lavoratori  e mai realizzata o solo parzialmente. Per questo motivo abbiamo deciso di promuovere - conclude il segretraio generale - un percorso di natura legale per il ripristino di tale istituto”. Il sindacato Ursas-Sadirs ha recesso quindi l’accordo del 2014 e ha messo a disposizione dei lavoratori i propri uffici per il mandato a procedere. 

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