Cronaca Tommaso Natale / Via Giuseppe Lanza di Scalea

Velodromo, l'impianto è al buio e non si gioca: sei società in cerca di una "casa"

Dopo la manomissione delle torri-faro Sharks Palermo e Cardinals Palermo (football americano), Morrigans Palermo (flag football femminile), Amatori Palermo (rugby), Ludos (calcio femminile), Fuori Campo Baseball Palermo (baseball) - non hanno più un campo. E scatta la mobilitazione

Un momento dell'incontro

Un partita di football americano in pieno centro città? Tra mamme e papà a spasso con i bimbi o maratoneti della domenica? Succede anche questo a Palermo, eppure non si tratta di un’iniziativa benefica o di una singolare idea per movimentare le domeniche di chi resta in città, ma di una scelta “forzata”, per squadre rimaste senza una “casa”.

Da alcuni giorni infatti sei società sportive palermitane  - Sharks Palermo e Cardinals Palermo (football americano), Morrigans Palermo (flag football femminile), Amatori Palermo (rugby), Ludos (calcio femminile), Fuori Campo Baseball Palermo (baseball) - non hanno più un campo dove allenarsi o disputare le gare. La manomissione delle torri faro del Velodromo ha infatti messo definitivamente ko l’impianto, lasciando di fatto le società che lì facevano “base” senza campo.

“Noi – racconta a Palermo Today Vincenzo Giangrasso, giocatore dei Cardinals – ci alleniamo il martedì e il giovedì. Nei giorni scorsi alcune torri avevano smesso di funzionare e giovedì scorso ci siamo allenati con la luce di una sola torre. Ci è stato detto che probabilmente c’era un guasto. Solo poche ore dopo la ‘sorpresa’: tutto l’impianto, inclusi salvavita, cavi di rame, era manomesso. E poi abbiamo letto dell’operazione delle forze dell’ordine e degli arresti”.

“Si tratta però  - spiega – di un danno enorme. Noi e le altre società siamo senza campo. Non possiamo certo allenarci al buio. Era un problema annunciato e nessuno ha fatto nulla in termini di prevenzione e controllo. In passato avevamo chiesto al Comune, e ottenuto, l’uso del cosiddetto ‘Diamante’. Anche se l’impianto nasceva per il baseball abbiamo sistemato l’area verde e lo usavamo. Un giorno arriviamo e scopriamo che erano stati portati via i cavi di rame. Così abbiamo avuto l’ok dell’amministrazione per l’uso del Velodromo. Adesso, a distanza di due anni, la storia si ripete. Ancora un furto, l’ennesimo, ancora disagi. Il Comune sapeva che il problema poteva ripetersi eppure nulla è stato fatto. La notte gli impianti non sono custoditi e questo è il risultato”.

Di fatto adesso l’unica struttura funzionante è il Renzo Barbera, di proprietà comunale ma gestito dal Palermo Calcio. “Non abbiamo spazi – aggiunge Giangrasso – dovremo cercare una soluzione alternativa ma il campionato inizia tra poco. Noi ci attiveremo, ma trovare una soluzione è precisa responsabilità del Comune. Si parla di Palermo Capitale dello Sport, ma con quale coraggio? Le società sono sole. Noi pratichiamo sport minori, meno conosciuti, ma che aiutano anche a tenere i ragazzi lontani dalla strada. A questo sembra non pensare nessuno. Vogliamo almeno che si parli di quanto sta succedendo”.

E messe da parte le rivalità tra squadre, i team si sono riuniti in assemblea e hanno deciso di portare avanti un'azione collettiva per chiedere al Comune di intervenire trovando soluzioni concerete ma anche per sensibilizzare la città. E' stato creato anche un gruppo su Facebook al grido di "Ridateci il Velodromo".

ale_fonti“Organizzeremo – dice Alessandro Fonti, componente del coaching staff Sharks (nella foto a destra) – un flash mob domenica tra via Libertà e piazza Politeama. Vogliamo fare capire ai palermitani che c’è un disagio reale e che coinvolge tante società. Siamo senza campo e adesso dovremo fare molti sacrifici per trovare un soluzione alternativa. Cercare un altro campo significa affrontare delle spese impreviste che, per società piccole e senza sponsor, rappresentano un vero problema. Gli sport minori sono, di fatto, sempre più penalizzati”.

“La manomissione dell’impianto elettrico, hanno lavorato su cavi dell'alta tensione e non su semplici cavetti, del Velodromo – aggiunge Fonti – è solo l’ultimo episodio, l’ultima dimostrazione tangibile dei disagi che abbiamo. Molte volte abbiamo disputato gare casalinghe fuori città oppure abbiamo accolto le squadre ospiti in strutture non adeguate. Eppure siamo andati avanti. Adesso non abbiamo una ‘casa’, con tutto quello che questo comporta anche psicologicamente per la squadra, e chiediamo interventi concreti dell’amministrazione”.

“Rivolgiamo un appello al sindaco Leoluca Orlando – sottolinea -  nella sua doppia veste: è sì il primo cittadino, ma è anche presidente della Federazione italiana di football americano. Chi meglio di lui può capire le esigenze degli sport definiti ‘minori’?” "Il campionato - spiega il dirigente degli Sharks Fabrizio Catalano - inizia fra tre settimane e i ragazzi devono assolutamente allenarsi. Sia per un fattore di preparazione sia per una aspetto mentale. Trovarci senza 'casa' è come averci tolto il pavimento da sotto i piedi. Pio ci sono le difficoltà gestionali. Avevamo programmato le attività e, di conseguenza, anche le spese. Adesso come facciamo? Già da stasera useremo il campo della Fincantieri, ma ha un costo l'affitto. E certo non possiamo fare sempre così. Una delle ipotesi è quella di chiedere un aiuto al Comune per queste spese impreviste. A oggi siamo davvero in difficoltà. Siamo atleti e non ci arrendiamo finchè l'arbitro non fischia la fine della partita, ma è una situazione molto seria e complessa".

Tra i team rimasti senza campo allenamento anche la Ludos, squadra di calcio femminile che milita nella serie B nazionale. Per loro l’amara sorpresa è arrivata mentre il campionato è già arrivato alla terza giornata di ritorno. “Noi – dice il presidente Cinzia Valenti – esistiamo da ‘appena’ ventisette anni e resistiamo nonostante la totale assenza delle istituzioni. Dallo scorso anno riceviamo un piccolo contributo, dal quale però dobbiamo detrarre i costi per gli allenamenti, che non sono esattamente economici anche vista la qualità del campo. Da domenica però abbiamo questo enorme problema. Ci appoggeremo a un campo di calcio a 5, ma è chiaro che questa non è una soluzione. Abbiamo bisogno di spazi ben diversi”. “Con le altre società – aggiunge – abbiamo deciso di fare qualcosa. Non possiamo continuare a fare finta di nulla davanti alle mille difficoltà. Vogliamo che il Comune di ascolti e che intervenga. Una delle ipotesi, ad esempio, è quella di chiedere che Palazzo delle Aquile paghi i costi che adesso tutti noi dovremo affrontare per fare fronte alla mancanza improvvisa del campo”.

Ma quello che le società chiedono è un intervento più ad ampio raggio. “Negli ultimi dieci anni – sottolinea Valenti – non si è investito sullo sport e, tantomeno, sull’impiantistica. Tutto è stato abbandonato. Non è fatta la manutenzione, spianando la strada agli atti vandalici, e non si è fatta programmazione. Però poi si parla di ‘Palermo capitale europea dello sport’… Una buffonata! Uno dei requisiti è avere i migliori impianti. E noi? Semplicemente impossibile anche solo pensare una cosa simile.

"Mi sembra chiaro - commenta Eduardo De Filippis, consigliere della VII circoscrizione - il fallimento del settore Sport del Comune: piscina comunale, Palasport, Diamante e Velodromo sono tutti inagibili. Si dovrebbe procedere con la rimozione del dirigente. Gli impianti vengono sistematicamente presi di mira, vandalizzati e resi inagibili. Capisco le difficoltà, ma si deve fare qualcosa. Non si può lasciare che tutto accada così". "Il mese scorso - aggiunge - ho incontrato il sindaco e gli ho proposto di aprire ai privati per la gestione degli impianti. Da parte sua c'è stata un'apertura speriamo si proceda su questa linea".

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