Riccardo, il bambino di 13 mesi rinato a Palermo con il fegato donato dal papà

In piena pandemia, insieme ai genitori, ha lasciato Varese per decollare verso Palermo inseguendo la speranza. Il piccolo è stato salvato all'Ismett, il centro di eccellenza nel settore dei trapianti, grazie anche allo straordinario gesto di amore paterno

Il dottor Jean De Ville De Goyet insieme a Riccardo e alla sua mamma Tania

In piena pandemia hanno lasciato Varese per decollare verso Palermo inseguendo la speranza. E' la storia - a lieto fine - di Riccardo, bimbo di appena 13 mesi, che è stato salvato all'Ismett, il centro di eccellenza nel settore dei trapianti, grazie anche allo straordinario gesto di amore paterno. Vincenzo, il papà, ha donato un pezzo del suo fegato al figlio, i resto l'hanno fatta i medici della struttura palermitana. Tutto ha avuto inizio il 24 febbraio: da quel giorno sono passati oltre tre mesi. E proprio per questo il piccolo e i suoi genitori, Vincenzo e Tania, da allora sono rimasti sempre a Palermo.

La storia è stata raccontata da Varesenews.it. La famiglia lombarda è partita da Cittiglio, piccolo centro nelle valli del Verbano, per affidare il loro piccolo alle cure del chirurgo Jean de Ville de Goyet, dell'Ismett, dopo un lungo percorso con il ricovero in alcune strutture lombarde e il primo delicato intervento. Le attività all'Ismett sono state riavviate a maggio dopo uno stop causato dall'emergenza Coronavirus. Finalmente è stata quindi fissata la data del trapianto. E nei giorni scorsi è arrivata la certezza: l’operazione del trapianto di fegato è andata a buon fine. Il protagonista della vicenda, Riccardo, soffre dalla nascita di una malattia rara, l’atresia delle vie biliari, che comporta l’accumulo della bile nel fegato.

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"Quando la malattia ha cominciato a peggiorare ci hanno chiesto di cominciare le pratiche per un trapianto di fegato ed è in questo frangente che abbiamo individuato il professor Jean de Ville de Goyet e abbiamo scelto il centro palermitano", ha raccontato a Varesenews.it il papà Vincenzo Scognamiglio. Sono stati tutti sottoposti ad esami approfonditi e alla fine la scelta per il donatore è ricaduto su Vincenzo. "Quando abbiamo potuto riabbracciare il nostro bambino è stata un’emozione indescrivibile. Per noi è stata come una seconda rinascita. Il suo sorriso è per noi una gioia indescrivibile". La famiglia resterà a Palermo fino a settembre per proseguire nel monitoraggio clinico di Riccardo.

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