Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca Pallavicino / Via Marchese Nicolo Pensabene

Zen, doppio attacco dei vandali alla scuola Falcone: danneggiate due porte

Due gli episodi registrati in poche ore e denunciati alle forze dell’ordine. Il preside Di Fatta, subentrato dopo l'arresto di Daniela Lo Verde: "Purtroppo le telecamere non sono in funzione. Per ora siamo pure senza linea telefonica, l’abbiamo segnalato ma il Comune non ci ha neanche risposto"

Avrebbe utilizzato delle pietre scagliandole contro due porte, a piano terra e al primo piano, della scuola Falcone. Sono due gli atti vandalici registrati in meno di 24 ore ai danni dell’istituto scolastico di via Marchese Nicolò Pensabene, allo Zen. Ad accorgersene è stato il personale alla riapertura dei cancelli. Uno dei responsabili ha denunciato l’episodio alla polizia che ha avviato le indagini per risalire all’identità dei responsabili.

Prima di questo doppio raid la scuola era finita nel mirino dei vandali già ad aprile. "Oggi hanno colpito la stessa porta danneggiata ieri e una che si trova al secondo piano. Per fortuna non sono entrati", spiega a PalermoToday il preside Domenico Di Fatta (in foto) che è subentrato il mese scorso alla dirigente scolastica Daniela Lo Verde, arrestata insieme al suo vice, Daniele Agosta, con le accuse di peculato e corruzione.

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"E' stato brutto vedere che qualcuno aveva danneggiato la nostra scuola. Purtroppo - aggiunge il preside - l’impianto di videosorveglianza non funziona e speriamo che venga quanto prima ripristinato. Tra l’altro per ora non abbiamo linea telefonica e siamo costretti a utilizzare i nostri cellulari personali o quelli degli amministrativi. L'abbiamo già segnalato all’Amministrazione comunale ma non abbiamo neanche avuto risposta".

Il preside Domenico Di Fatta

Domenico Di Fatta da circa un mese è tornato alla guida di una scuola che già in passato aveva diretto. Questa volta però non si tratta in un normale avvicendamento ma di una necessità che si è venuta a creare dopo l’arresto di Lo Verde e Agosta, rimasti ai domiciliari dopo l’istanza presentata dai loro avvocati al Riesame per ottenere la revoca degli arresti domiciliari che è stata però bocciata dai giudici.

L'operazione denominata "La coscienza di Zen-o" ha lasciato l’amaro in bocca a studenti, famiglie e docenti. "Si stanno riprendendo un po’ tutti dopo questo choc. E' successo qualcosa che nessuno poteva neanche immaginare. E’ stato attivato il servizio psicopedagogico promesso dall’Ufficio scolastico regionale grazie al quale degli esperti si confronteranno con chiunque vorrà farlo per superare questo momento".

"Condanniamo fortemente i gravi atti vandalici e siamo vicini al dirigente scolastico a tutto il personale e ai ragazzi. Chiediamo alle istituzioni - affermano dalla Cisl - di essere più presenti nel quartiere oggi più che mai. Ci auguriamo vengano individuati i responsabili e che il Comune provveda a riparare il sistema di videosorveglianza della scuola e la linea telefonica. Oggi è necessario far sentire ancora di più la presenza dello Stato con iniziative concrete che servono a ribadire che il quartiere non è abbandonato a se stesso, che il degrado non prevarrà e che la legalità è e resta l'unica strada percorribile per il futuro dei giovani della zona. Serve dunque scalzare cattivi esempi e diffondere un forte messaggio di rispetto verso il prossimo verso la cosa pubblica e verso le istituzioni scolastiche".

"E’ evidente che bisogna ristabilire un rapporto di fiducia tra le istituzioni e il territorio, recuperando l’immagine della scuola affinché venga vista come una risorsa e un presidio del territorio e non come un corpo estraneo”. Ad affermarlo sono Laura Di Martino, segretaria Cgil Palermo, Fabio Cirino, segretario generale della Flc Cgil Palermo e il responsabile della Camera del Lavoro dello Zen Vincenzo Monte. Il 19 maggio alle 10 Cgil Palermo, Flc Cgil, Fp Cgil, Fillea Cgil e Cgil Zen, sono stati convocati dall’assessore alla Pubblica istruzione Aristide Tamajo. Le sigle avevano inviato all’assessore la richiesta urgente di incontro il 31 marzo scorso, dopo un’assemblea svolta in un’altra scuola dello Zen, la Sciascia, per discutere delle gravi condizioni di disagio in cui versano da anni i due plessi dell’istituto scolastico.

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