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Il Quadrifoglio senza fortuna: "Gli anziani della nostra comunità da mesi in attesa del vaccino"

Lo sfogo della titolare della casa di riposo in zona Politeama dove risiedono dieci ultraottantenni: "Abbiamo fatto quanto richiesto dall'Asp, intanto da settembre gli ospiti non vedono i loro familiari". Nella casa vive anche una "nonnina" di 107 anni che non può deambulare. La replica: "Nostri operatori lavorano quotidianamente, intervento pianificato"

Da quattro lunghi mesi dieci ultra ottantenni ospiti della comunità alloggio per anziani Quadrifoglio, in zona Politeama, aspettano ancora di essere vaccinati. Tra loro c'è anche una nonnina di 107 anni, che non deambula e quindi non può nemmeno affacciarsi alla finestra per vedere i familiari. "Da dicembre - racconta a PalermoToday la titolare della struttura Giovanna San Filippo, 43 anni - abbiamo ricevuto diverse Pec dall'Asp. Ci chiedono di compilare moduli e rinviarli. A marzo abbiamo rimandato anche l'elenco dei nominativi sia degli alloggiati che del personale della comunità. Ci hanno chiesto di farlo in tempi brevissimi perchè la vaccinazione sarebbe avvenuta celermente ma nonostante tre solleciti tutto tace". 

Nella comunità nessuno è stato vaccinato. Per cercare di accellerare la titolare ha chiamato il call center e prenotato il vaccino per quattro utenti che riescono a deambulare. "Mi sono presa l'incarico - dichiara - e la responsabilità di trasportarli. Mi hanno dato appuntamento il 3 maggio in Fiera. Ho contattato il call center per cercare di avere almeno l'appuntamento per tutti e quattro gli utenti lo stesso giorno. Se avessi fatto la prenotazione online non sarei riuscita ad ottenere nemmeno questo. Ma grazie alla disponibilità di un operatore telefonico che ha capito la situazione sono riuscita nell'impresa". Da oggi al 3 maggio però c'è praticamente un altro mese di attesa. "Mi auguro - afferma San Filippo - che la questione si possa risolvere il prima possibile. I nostri ospiti non vedono i parenti da settembre. Il vaccino è quindi importante anche per questo". E la donna ha deciso di farsi portavoce anche di altre strutture per anziani che ricadono in zona Malaspina (I nonni di Laura) e Sperlinga (Giovanni Paolo II).

Dall’Asp fanno sapere che "l'azienda è impegnata quotidianamente nelle vaccinazioni domiciliari dei disabili gravissimi e dei caregivers, degli over 80 che si sono prenotati attraverso il portale nazionale e nelle case di riposo. Quest’ultima attività, ha, consentito, finora di vaccinare – tra Palermo e provincia - circa 3.000 anziani ospiti di tali strutture (che sono 700 in tutta la provincia e 400 solo in città ndr). L’impegno quotidiano prosegue per potere garantire la copertura vaccinale a tutte le case di riposo del territorio. Per quanto riguarda l’intervento presso la comunità Quadrifoglio è stato pianificato e la data verrà concordata a breve con i responsabili della struttura. Mentre - concludono dall'azienda sanitaria - le altre due comunità hanno inoltrato una documentazione incompleta che necessita di essere integrata (come già richiesto) nel rispetto dei protocolli nazionali". 

Oltre agli ospiti all'interno della struttura lavorano cinque operatori socio assistenziali e due amministrativi. "Anche noi del personale siamo vincolati. Siamo gravati da una responsabilità enorme - prosegue la 43enne - dato che entriamo e usciamo dalla struttura, nonostante tutte le sanificazioni mensili e i periodici tamponi ci sentiamo responsabili e abbandonati". Per stare più tranquilla lo scorso primo aprile la 43ennedonna si è presentata in Fiera insieme ad un'altra assistente. "Avevamo prenotato online il vaccino - spiega - ma dopo aver fatto tutta la trafila, arrivati al front office ci hanno comunicato che essendo inserite nella lista dei domiciliari non ci potevano vaccinare. Abbiamo vissuto un altro disagio". 

"Vorrei sensibilizzare gli enti preposti, l'Asp, per fargli capire che il problema non è solo il vaccino in sè, ma la vita che sta dietro al vaccino. Io caspisco le difficoltà oggettive, la macchina è grande però bisogna tener conto che si tratta di anziani, soggetti estramemente fragili, privati dell'affetto dei loro cari. Per questo devono avere priorità. E' da poco passata la Pasqua - aggiunge - e i miei anziani sono stati privati anche del supporto religioso che per loro è vita". In occasione della Quaresima la nonnina ultracentenaria che vive nella comunità ha fatto anche un fioretto: "Non ha mangiato dolci aspettando il vaccino per poter vedere i suoi nipoti e pronipoti". 

Più di un mese fa il direttore sanitario dell'Asp Maurizio Montalbano aveva ammesso le difficoltà addebitando le colpe alla mancanza di personale. "Abbiamo fatto richiesta di 100 infermieri - aveva spiegato a PalermoToday - e se n'è presentato solo uno, che non abbiamo potuto reclutare perché al momento infortunato". Era il 4 marzo.

Ma in qualche altra comunità alloggio palermitana "il miracolo" è avvenuto. Le Iene sono riuscite a smuovere una ventina di infermieri che hanno preso i vaccini in fiera e hanno vaccinato gli utenti delle fortunate strutture. "L'iniziativa è lodevole - commenta San Filippo - ma mi chiedo secondo quale criterio sono state scelte queste comunità? Noi, come altri, non siamo mai stati contattati dalla trasmissione". Visto che alcuni di questi infermieri sono palermitani la titolare della Quadrifoglio ha deciso di lanciare un appello anche a loro: "Continuate a dedicare il vostro tempo alla causa, portate avanti l'azione solidale". All'Asp invece lancia un appello: "Speriamo si smuova qualcosa, vorremmo ricevere una Pec con la quale ci comunicate la data del nostro appuntamento".  

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