Ressa per i vaccini contro l'influenza, sos dei genitori: "Troppi rischi per garantire un diritto ai nostri bimbi"

Un gruppo di mamme e papà ha scritto una lettera aperta alla Regione sottolineando i disagi patiti: "Assurdo e gravissimo che siano soltanto tre gli ambulatori della nostra Asp 6 che erogano il servizio, solo il sabato, e che non si possa prenotare"

Locali affollati con inevitabile pericolo Covid, attese estenuanti e disagi. Ecco cosa deve aspettarsi chi porta il proprio figlio in uno dei centri Asp per i vaccini contro l'influenza. Almeno questa è la situazione messa nero su bianco da un gruppo di mamme e papà, che si rivolgono alla Regione perchè prenda provvedimenti. Un appello che ha la forma di una lettera aperta pubblicata su Facebook. "Siamo madri e padri palermitani con la sola colpa di voler seguire le linee guida del Ministero sul vaccino anti influenzale in età pediatrica, quest’anno fortemente raccomandato dai 6 mesi ai 6 anni 'anche al fine di ridurre la circolazione del virus influenzale fra gli adulti e gli anziani nell’attuale fase pandemica'", esordiscono i genitori.

"Perché vi scriviamo? Per mettervi a conoscenza di ciò che sta accadendo. Perché troviamo assurdo e gravissimo che, nella quinta città d’Italia (non certo una piccola cittadina) e in un momento delicato come quello che stiamo attraversando, siano soltanto tre gli ambulatori della nostra Asp 6 che erogano il servizio, per giunta solo il sabato, e che non si possa prenotare come avviene per gli altri vaccini. Ci si deve recare ai centri, infatti, e mettersi a turno direttamente lì, con conseguente rischio di assembramenti e inadeguata sanificazione dei locali, il che potrebbe causare la circolazione del virus Covid19, mettendo ancora più sotto stress gli ospedali già in sofferenza - si legge - Per di più, se è la prima volta che si fa, il/la bambino/a necessità di due dosi: ciò significa fare un turno fisico per ben due volte e, inutile dirlo, la probabilità di affollamento aumenta. Credete che sia sano e possibile stare all’aperto e in attesa per ore con neonati e bambini piccoli (c’è chi ha più figli, tra l’altro), soprattutto quando arriverà il maltempo e il freddo? Credete sia normale far stare a stretto contatto bambini che si trovano in quella fascia d’età che non può e/o non ha l’obbligo di indossare la mascherina, rischiando di essere veicolo nella diffusione del Covid19 proprio all’ambulatorio mentre ci si cerca di proteggere dall’influenza? Credete sia giusto per quelle famiglie che non hanno un mezzo privato dover arrivare dall’altro capo della città, essendo molte circoscrizioni incomprensibilmente ormai prive di centri vaccinali? Credete sia corretto che in un momento storico del genere non si eroghi un servizio in sicurezza e che si crei ancora più stress a noi genitori già fortemente affaticati dal caos che stiamo vivendo (dovendo conciliare lavoro e famiglia con le scuole che vanno a singhiozzo)?".

E ancora "Da mesi si sapeva della raccomandazione ministeriale, da mesi si parlava di seconda ondata rispetto all’emergenza legata al Covid19 e della necessità di distinguere i due virus e non sovrapporli, da mesi si pubblicizzava la campagna vaccinale e la data del 5 ottobre per iniziare. Non possiamo credere che in tutto questo tempo non si sia potuto organizzare in modo efficiente un servizio che quest’anno è gratuito e fortemente consigliato. Non possiamo credere che non si fosse prevista una grande affluenza. Non possiamo credere che dobbiamo sempre guardare con invidia altre città e regioni. Certe e certi che, da rappresentanti della Regione, non sarete sordi dinnanzi alla nostra ennesima amarezza, vi chiediamo di interessarvi alla questione e intervenire quanto prima per far sì che il diritto alla salute sia garantito a tutte e tutti".

Nei giorni scorsi, quando sono emersi i primi disagi, l'Asp ha reso noto che sarà rimodulata "l'apertura delle strutture provvedendo anche a mettere in strada le unità mobili per fornire il più ampio ventaglio di opportunità".

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