Cronaca

"Prestiti con tassi del 520% e minacce a chi tardava nei pagamenti", condannati padre e figlio

La sentenza del tribunale per Santo e Alessandro Sottile, arrestati a gennaio dell'anno scorso nel blitz "Papillon" della guardia di finanza. Una ventina le vittime, una costretta a restituire interessi per 550 mila euro. Nelle intercettazioni la violenza degli imputati: "Io lo prendo e gli spacco la testa sul muro, è irrispettoso e senza dignità"

Il frame di un'intercettazione del blitz "Papillon"

Non ci sarebbe stato scampo per chi, trovandosi in difficoltà, avrebbe pensato di rivolgersi a Santo e Alessandro Sottile, padre e figlio: qualcuno avrebbe chiesto un prestito di 450 mila euro ai due e nel giro di un anno si sarebbe infatti ritrovato a dover restituire un milione di euro. E i due ci sarebbero andati giù duro con chi non avrebbe rispettato le scadenze ("io lo prendo e gli spacco la testa sul muro perché lui è irrispettoso"). Oggi la quinta sezione del tribunale ha condannato gli imputati rispettivamente a 12 anni e 2 mesi e a 6 anni e 8 mesi.

Il collegio presieduto da Donatella Puleo ha anche deciso di riconoscere delle provvisionali tra i 50 mila e i 150 mila euro a sei delle vittime che hanno deciso non solo di denunciare ma anche di costituirsi parte civile nel processo, con l'assistenza degli avvocati Salvatore e Rosalia Maria Gugino, e Maria Luisa Martorana.

Le intercettazioni: "Gli spacco la testa sul muro..." | video

I due erano stati arrestati a gennaio dell'anno scorso con il blitz "Papillon" della guardia di finanza, coordinato dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Andrea Fusco, ed erano finiti a giudizio con l'immediato. Gli inquirenti avevano anche sequestrato un patrimonio dal valore di 5 milioni, composto da 7 immobili, 3 aziende ed auto di lusso.

"Centomila euro, una giornata ho staccato... E mi sono confuso, aveva 730 mila euro di assegni, se Dio mi scansa... La posso andare a sparare, ha pagato tutto, hai capito? Ho altri 120 mila euro di assegni di...", così diceva uno degli imputati nelle intercettazioni. Padre e figlio sarebbero stati particolarmente violenti ed arroganti con gli imprenditori che si sarebbero rivolti a loro (una ventina in tutto): "Sì comunque io sto partendo per Palermo per andarlo a trovare, ti dico solo una cosa, se io lo prendo gli spacco la testa sul muro perché lui è irrispettoso... Irrispettoso e senza dignità... E' tuo fratello ma è un uomo senza dignità, gli spacco la testa nel muro... Non si può permettere di prendere per fesso a me".

L'indagine era partita proprio dalla denuncia di un imprenditore che sarebbe stato obbligato a pagare 550 mila euro di interessi. La guardia di finanza era poi riuscita ad individuare altre presunte vittime, alcune in provincia, specie nella zona di San Cipirello dove i Sottile erano residenti prima di essere arrestati per associazione a delinquere finalizzata all'usura, estorsione, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti ed attività finanziaria abusiva.

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