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Uno dei beni confiscati ad Abbate

Uno dei beni confiscati ad Abbate

Usura, quelle 30 vittime "strozzate": confiscati beni per 17 milioni al "Monaco"

Operazione antimafia della guardia di finanza. Nel mirino è finito Francesco Abbate, 66 anni: "Tassi di interesse imposti che variavano dal 25% ad oltre il 250% annuo"

Operazione antiusura della guardia di finanza. Nel mirino è finito Francesco Abbate, 66 anni, detto "il Monaco". Il Tribunale di Palermo, sezione Misure di Prevenzione, sulla base degli accertamenti patrimoniali disposti dalla Procura della Repubblica, ha emesso nei suoi confronti un provvedimento di confisca di beni (si tratta di disponibilità finanziarie e patrimoniali) per un valore di oltre 17 milioni di euro.

Blitz della Finanza, maxi confisca per il "Monaco" | Video

La confisca è stata eseguita dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo. Abbate è stato condannato per usura, una prima volta nel 1997 per due ipotesi di usura consumate a Palermo nel 1991 e nel 1992, e una seconda volta nel 2018, a seguito di pronunciamento della Corte di Appello (sentenza irrevocabile dall'ottobre 2019), alla pena di sette anni di reclusione, per i reati di usura ed esercizio abusivo dell'attività finanziaria, oltre che trasferimento fraudolento di valori. Questa ultima condanna deriva dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo e condotte dagli specialisti delle Fiamme Gialle palermitane, dopo le quali Abbate venne tratto in arresto nel marzo del 2013 con conseguente sequestro di beni e disponibilità finanziarie. 

"Nel corso delle investigazioni era stato ricostruito il giro d'affari di Abbate, che aveva erogato prestiti ad almeno 30 vittime, le quali avevano poi riferito agli investigatori della Finanza che la consegna del denaro avveniva parte in contanti e parte in assegni, con scadenze prefissate e tassi di interesse imposti che variavano dal 25% ad oltre il 250% annuo", dicono le fiamme gialle. 

Dopo le indagini penali, il gruppo Investigazione criminalità organizzata del Nucleo Pef fu delegato dall'autorità giudiziaria palermitana all'esecuzione di indagini economico-patrimoniali in materia di misure di prevenzione, al termine delle quali venne disposto nel giugno 2013 il sequestro di beni mobili, immobili, gioielli e disponibilità finanziarie riconducibili direttamente o indirettamente ad Abbate

"A conclusione del procedimento di prevenzione - dicono dalla guardia di finanza - il Tribunale di Palermo ha ora emesso il provvedimento con cui si dispone la confisca nei confronti di Abbate dei seguenti beni, a suo tempo sottoposti a sequestro patrimoniale: 42 immobili nei comuni di Balestrate, Palermo e Milano; 10 diritti di usufrutto e/o nuda proprietà di immobili; un'autovettura; 15 tra conti correnti, carte di credito e polizze vita; oggetti preziosi, monili (quali bracciali, collane, orecchini, anelli e pietre preziose) e orologi di pregio. Il tutto per un valore complessivo di circa 17 milioni di euro".

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