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Vertici di Banca Nuova assolti dall'accusa di usura bancaria

I fatti risalgono al periodo 2009-2010. A processo il presidente Marino Breganze e il direttore dell'area commerciale Rodolfo Pezzotti

La quinta sezione del Tribunale ha assolto "perchè il fatto non costituisce reato", dall'accusa di usura bancaria, il presidente di Banca Nuova, Marino Breganze, e il direttore dell'area Commerciale, Rodolfo Pezzotti. Il processo riguardava anche l'ex direttore generale dell'istituto del Gruppo Popolare di Vicenza, Francesco Maiolini, che aveva scelto il rito abbreviato e l'anno scorso era stato condannato dal Gup a otto mesi, pena sospesa.

Secondo l'accusa, rappresentata dal pm Marco Verzera, l'istituto di credito avrebbe applicato tra il 2009 e il 2010 a due società andate in rosso tassi compatibili con quelli previsti per il reato di usura. La difesa ha sostenuto che nè Breganze nè Pezzotti avessero contezza e possibilità di incidere sulla determinazione di quei tassi.

Da qui l'assoluzione con la formula che ipotizza che l'imputato non abbia agito con dolo. Nella vicenda si era innestata anche un'indagine della Procura di Caltanissetta, poi archiviata, perchè Maiolini, durante le indagini, era stato chiamato dal procuratore di Palermo Francesco Messineo ed era stato così ipotizzato il reato di rivelazione di segreto d'ufficio, rivelatosi però insussistente. I due imputati erano difesi dagli avvocati Giovanni Rizzuti, Enrico Ambrosetti e Claudio Gallina Montana. 

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