Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Bagni tranquilli: a Ustica progetto europeo per reti anti-meduse

Il piano è stato finanziato dall'Ue: 2,33 milioni di euro il costo. Previsto il monitoraggio delle proliferazioni di meduse. L'assessore regionale all'Ambiente Mariarita Sgarlata: "Questo fenomeno ha impatti diretti sulle attività turistiche"

Nell’area marina protetta dell’isola di Ustica prenderà il via domani una delle iniziative più attese del progetto europeo Med-Jellyrisk, ossia la messa in opera di reti antimeduse per la protezione dei bagnanti. Il progetto, coordinato dal professore Stefano Piraino (Università del Salento), è stato finanziato per un ammontare di 2,33 milioni di euro dalla Unione Europea ed è finalizzato a sviluppare strumenti per la mitigazione degli impatti causati dall'aumento di meduse nel Mediterraneo, che rappresentano una crescente minaccia per le attività umane in prossimità di zone costiere (incluse le attività ricreative, la pesca e l’acquacultura).

Il Consorzio Med-jellyrisk è capitanato dal Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (Conisma) ed è costituito da istituti di ricerca di Italia (Università del Salento), Spagna (Icm-csic, Barcelona), Malta (UoM, University of Malta), e Tunisia (Fsb, Facultè Sciences de Bizerte; e Inat, institute nationale agronomique de Tunisie).

Al fine di promuovere lo sviluppo socio-economico e del territorio incentrato su innovazione e ricerca, creando sinergie tra le potenzialità dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, il progetto prevede l'attuazione di diverse fasi nel triennio 2013-2015. Tra queste, il monitoraggio integrato delle proliferazioni di meduse, degli impatti antropogenici e climatici sul fenomeno e degli impatti socioeconomici, anche per il settore turistico, causati dal fenomeno delle proliferazioni di meduse, nelle acque costiere.

Il progetto e' fortemente sostenuto dall'Assessorato regionale al Territorio e Ambiente: "Le acque del Mediterraneo - dice l'assessore Mariarita Sgarlata - hanno registrato una proliferazione progressiva di meduse. Causa di questo fenomeno da un lato i cambiamenti climatici in corso, dall'altro l'impatto di alcune attività antropiche, quali il trasporto marittimo e lo sfruttamento di risorse naturali. Questo fenomeno ha impatti diretti sulle attività umane, ricreative, turistiche e produttive, nelle aree costiere".

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