Usa due carrelli della spesa rubati in un discount, ora rischia processo

Sarebbero stati abbandonati per giorni in strada e l'indagato, un commerciante di frutta e verdura di via Perpignano, dopo averli spostati li avrebbe utilizzati per appoggiare carciofi e broccoli. Il gestore del supermercato aveva però denunciato la sparizione di oltre 100 carrelli, da qui l'intervento dei carabinieri

Rischiare un processo per la ricettazione di due carrelli della spesa. Sembra impossibile eppure è proprio ciò che sta accadendo a F. G., 53 anni, commerciante di frutta e verdura nella zona di via Perpignano. Davanti al negozio dell'uomo, infatti, il 7 febbraio, i carabinieri avevano ritrovato i due carrelli con il logo di un noto discount, carichi di carciofi e broccoli, e alla luce del fatto che il gestore del supermercato, ad ottobre, ne aveva denunciato il furto di oltre 100, non avevano potuto fare altro che intervenire. Adesso all'indagato, che è difeso dall'avvocato Maurizio Savarese, è stato notificato dalla sostituto procuratore Maria Bambino l'avviso di conclusione delle indagini, che è l'ultimo passo prima del processo. Anche se i carrelli sarebbero stati restituiti il giorno stesso dell'intevento dei militari.

Secondo la versione dell'indagato, quei carrelli sarebbero stati abbandonati da clienti del discount che, una volta caricata la spesa in macchina, non si erano presi il disturbo di riportarli indietro. Sarebbero rimasti in via Perpignano, non lontano dalla sua attività, dal supermercato e pure da una stazione dei carabinieri, per giorni. E, in base al suo racconto, sarebbero diventati anche un pericolo, perché i bambini li avrebbero utilizzati per giocare in mezzo al traffico. Da qui la decisione di F. G. di prendere i carrelli e di sistemarli vicino al marciapiede, nella speranza che qualcuno venisse a riprenderli.

Il 7 febbraio, dopo aver scaricato la verdura, per non appoggiare a terra broccoli e carciofi, il commerciante aveva deciso di utilizzare proprio quei due (inutili) carrelli. E proprio quel giorno si erano presentati i carabinieri per chiedere conto della loro provenienza. Il commerciante avrebbe chiarito la situazione e avrebbe mandato un suo amico, assieme ad uno dei militari, a riconsegnare i carrelli al discount. Questo non sarebbe stato però sufficiente per evitare la denuncia. E, tra qualche mese, forse anche il processo per avere utilizzato un bene (dal valore irrisorio) ritenuto provento di furto.

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