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L'Ismett

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Morto all’Ingrassia in attesa di ricovero, l’Ismett: "Team di cardiochirurgia occupati in altri interventi"

A denunciare il decesso di un 77enne, che doveva essere operato d’urgenza per una dissecazione artica, sono stati i sindacati. La replica dell’Istituto mediterraneo per i trapianti e le terapie

E’ morto nell’attesa che venisse trovato un posto per un intervento di cardiochirurgia urgente ma, fanno sapere dall’Ismett, tutti i loro team erano impegnati tra le sale operatorie del Civico di Palermo e del Cannizzaro di Catania. A seguito della notizia del decesso di un uomo di 77 anni, dopo una prima tappa al pronto soccorso dell’Ingrassia, l’Istituto mediterraneo per i trapianti e le terapie ha voluto fare alcune precisazioni.

"Siamo addolorati e vicini alla famiglia del paziente giunto all'osservazione dell’ospedale Ingrassia e che - si legge in una nota - necessitava di un intervento di cardiochirurgia urgente. L'Istituto?è stato allertato?mentre tutti i team di cardiochirurgia della struttura erano impegnati in delicati interventi su pazienti sia Covid che non. In particolare dei tre team operativi: uno era impegnato presso la sala operatoria dell’istituto per un bypass aorto-coronarico; il secondo ed il terzo si trovavano rispettivamente presso Arnas Civico di Palermo e l’ospedale Cannizzaro di Catania per sottoporre ad Ecmo (un sistema di circolazione extracorporea che sostituisce la funzione polmonare danneggiata) due pazienti in gravi condizioni da stabilizzare e poi trasferire presso la nostra struttura".

"“Il posizionamento dell’Ecmo - continuano dall’Ismett - richiede l’intervento di un team altamente specializzato di medici e tecnici di circolazione extracorporea. Si tratta di un intervento altamente complesso, in particolare quando deve essere eseguito presso un altro ospedale a cui segue il trasporto del paziente, in circolazione extracorporea, in ambulanza o elicottero. Si precisa che, benché Ismett stia dando un contributo determinante nella gestione dei casi più gravi dei pazienti affetti da Covid-19, l'Istituto non ha mai smesso di farsi carico dei trapianti e delle terapie ad alta specializzazione. Al momento, sono 24 i pazienti ricoverati presso il reparto di Terapia intensiva Covid di Ismett, di cui 13 sottoposti ad Ecmo;?8 pazienti hanno un'età inferiore ai 50 anni".

Dall’istituto di alta specializzazione poi concludono: "Quest'anno, nonostante l'emergenza legata alla pandemia da Sars-Cov-19, saranno 160 i trapianti d'organo eseguiti, di cui 26 da vivente e 14 eseguiti nel mese di novembre di cui ben 5 da vivente, l’ultimo trapianto è stato eseguito nella notte fra il 3 ed il 4 dicembre.?Il dato è in linea con l’anno precedente ottenuto in assenza di pandemia ed è il risultato dell’impegno dell’Istituto di implementare i programmi da donatore vivente e recuperare organi generati e non utilizzati in altre regioni. Siamo, come sempre, disponibili a fornire tutta la documentazione necessaria alle autorità competenti.?L’istituto ringrazia tutti gli operatori sanitari?che in questi mesi stanno facendo un lavoro straordinario sacrificando non solo la vita personale ma quella delle loro famiglie".

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