Università, sindacato medici: "No all'aumento delle tasse per gli specializzandi"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Il settore giovanile del sindacato dei medici italiani, "Formazione e Prospettive Sicilia" contesta fortemente "la decisione del cda dell'Università di Palermo di aumentare di circa 570 euro la tassazione dei medici in formazione specialistica, giungendo così ad un complessivo aumento annuo di circa il 40%".

"Una decisione - spiega Marco Scurti, responsabile per la Sicilia del settore specializzandi di Formazione e Prospettive dello Smi - che sembrerebbe, legata al percepimento da parte dei giovani medici di una borsa di studi ministeriale, la quale non costituisce reddito, che a parere del cda giustificherebbe un aggravio tassativo così oneroso". "È bene sottolineare - aggiunge ancora Scurti - che i medici in formazione specialistica reggono ogni giorno le sorti del Policlinico Universitario, grazie alla loro attività quotidiana, spesso e volentieri superando di gran lunga le ore di servizio previste dal contratto. A fronte di questo impegno, l'università dovrebbe garantire i servizi contemplati dal regolamento delle scuole di specializzazione, che puntualmente vengono disattesi, e non gravare ulteriormente su di una categoria produttiva che già allo stato attuale contribuisce alle casse dell'ateneo senza ricevere un corrispettivo in termini di benefici previsti".

"Chiediamo a gran voce al rettore Fabrizio Micari e al cda  - conclude Scurti - di rivedere tale posizione, a nostro parere inaccettabile, e di salvaguardare la categoria dei medici in formazione specialistica, che ogni giorno con la propria opera cercano costruire faticosamente la propria stabilità professionale, economica e familiare".


 

Torna su
PalermoToday è in caricamento