Lutto per l'università di Palermo, è morto il professore Natale Belluardo

Aveva 66 anni. Ordinario di Fisiologia, era stato a lungo presidente del corso di laurea magistrale in Biotecnologie Mediche e Medicina Molecolare. Il dolore dell'ateneo: "I giovani studenti lo ricorderanno anche per l'energia e l'entusiasmo con cui fino alla fine ha guidato tutti"

Natale Belluardo

Grave lutto per l'università di Palermo. E' morto il professore Natale Belluardo, ordinario di Fisiologia dell’Ateneo. Aveva 66 anni ed è stato stroncato da un male incurabile. Già membro del Consiglio direttivo della società italiana di Fisiologia, era stato anche presidente per diversi anni del corso di laurea magistrale in Biotecnologie Mediche e Medicina Molecolare e coordinatore della commissione paritetica docenti-studenti. 

L’università degli Studi di Palermo ha espresso "il più sentito cordoglio per la scomparsa del professore. Natale Belluardo - dicono da viale delle Scienze - ha dedicato tutta la sua vita allo studio e all’insegnamento della Fisiologia e delle Neuroscienze con passione, entusiasmo e con grande onestà intellettuale. Inserito nella classifica dei “Top Italian Scientists Neurosciences & Psychology”, ha segnato il panorama nazionale ed internazionale delle Neuroscienze per il suo contributo scientifico nel campo delle cellule staminali nervose e dei fattori neurotrofici, i cui risultati sono riportati in oltre 300 pubblicazioni, sia come articoli su riviste, che come capitoli in libri e presentazioni a Congressi. 

"Profondo sostenitore ed educatore instancabile delle nuove generazioni - dicono dall'unoiversità - il docente aveva sviluppato una didattica rigorosa, interattiva e costantemente aggiornata. Il professore Belluardo ha organizzato per diversi anni l’Unistem Day, un incontro tra mondo della Scuola e mondo della Ricerca, al fine di stimolare riflessioni su prospettive e problematiche scientifiche tra i giovani. In quest’ottica e, con uno sguardo sempre rivolto al futuro, ha “formato” con competenza ed entusiasmo tanti giovani ricercatori.  In particolare, i giovani studenti e i ricercatori, lo ricorderanno quale punto di riferimento e fonte di ispirazione per il suo profondo e rigoroso impegno lavorativo e per l’enorme carisma, energia ed entusiasmo con cui fino alla fine, nonostante le condizioni di salute, ha trainato, spronato e guidato tutti coloro che con lui collaboravano".

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"Se ne va un uomo di altri tempi - dice chi lo conosceva bene - un gran signore e un illustre professore che ha fatto del suo lavoro, della ricerca e dell’insegnamento universitario la sua missione di vita".

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