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Cronaca

Università, è morto il professore Filippo Salvia: "Raffinato giurista e un uomo di grande cultura"

Aveva cominciato la carriera accademica nel 1964 come assistente volontario del professore Pietro Virga, titolare della cattedra di diritto amministrativo della facoltà di Giurisprudenza insieme, tra gli altri, a Enrico La Loggia, Sergio Mattarella e Leoluca Orlando. Il ricordo dei colleghi

L'università palermitana piange la morte del professore Filippo Salvia, docente in quiescenza dell’Ateneo. Aveva 87 anni. In una nota, dagli uffici di viale delle Scienze, Unipa ha espresso il suo cordoglio. Salvia aveva cominciato la carriera universitaria nel 1964 come assistente volontario del professore Pietro Virga, titolare della cattedra di diritto amministrativo della Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, insieme a Sergio Agrifoglio, Guido Corso, Enrico La Loggia, Sergio Mattarella, Leoluca Orlando, Andrea Piraino, Salvatore Raimondi, Vito Riggio, Antonio Romano e Franco Teresi.

"A partire dal 1972 ha svolto per oltre un decennio l’insegnamento di Diritto pubblico dell’economia nel corso di laurea in Scienze politiche della Facoltà di Giurisprudenza – ricordano i colleghi -. All’inizio degli anni Settanta è diventato anche dirigente regionale ed è stato assegnato all’assessorato territorio e ambiente della Regione siciliana fino al 1980, quando è stato nominato professore associato di Diritto pubblico nel corso di laurea in Scienze politiche. Dopo il periodo di straordinariato iniziato nel 1987, è stato nominato nel 1990 professore ordinario di Diritto amministrativo nella nuova Facoltà di Scienze politiche, per passare poi nel 2000 alla Facoltà di Giurisprudenza, ricoprendo anche il ruolo di Direttore del Dipartimento di Diritto pubblico".

Nel 2004 è stato nominato con provvedimento del Presidente della Repubblica componente laico della sezione giurisdizionale del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana, dove ha esercitato le funzioni giurisdizionali fino al 2010.

"Il professor Salvia - dicono i colleghi - è stato un raffinato giurista e un uomo di grande cultura, che ha dato contributi importanti alla scienza del diritto pubblico, affrontando una molteplicità di temi per lo più inediti all’epoca: dalla programmazione economica ai profili giuridici dell’inquinamento. È stato senza dubbio un Maestro del diritto urbanistico, come testimonia la fortuna del suo manuale, elaborato insieme al collega e amico Franco Teresi ed ancora adottato in molte università italiane. La sua scomparsa lascia un grande vuoto, culturale e umano, per i suoi tratti di signorilità, generosità e umiltà, ma anche una straordinaria testimonianza sul compito del giurista nella società contemporanea, da custodire e trasmettere alle nuove generazioni di studiosi".

Gli amici, gli allievi e i colleghi intendono ricordarlo mercoledì 22 marzo con un seminario in cui saranno presentati gli Studi in suo onore, recentemente pubblicati.
 

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