Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Università, morta la professoressa Anna Maria Flugy Papè: "Colonna di Biologia, era la 'mamma' delle cellule"

Aveva iniziato il proprio percorso di studi universitari nel corso di laurea in Scienze Biologiche nel 1969. Il ricordo dei colleghi

E' morta la professoressa Anna Maria Flugy Papè, docente in quiescenza dell'Ateneo. Aveva iniziato il proprio percorso di studi universitari nel corso di laurea in Scienze Biologiche nel 1969, divenendo, nei primi anni ’70, interna presso l’Istituto di Zoologia.

L’Università degli Studi di Palermo esprime il più sentito cordoglio per la scomparsa della docente. E lo fa attraverso una nota. "Conseguita la laurea, nel 1972, alcune sopravvenute opportunità la porteranno a svolgere attività di ricerca dapprima a contratto (1973-1979) e successivamente, dal 1980, quale ricercatore universitario di ruolo per la cattedra di Farmacologia della Facoltà medica - ricordano i colleghi -. Nel 1996 la dottoressa Flugy richiese di trasferire il proprio ruolo di ricercatore universitario dall’istituto di Farmacologia all’istituto di Biologia".

Quindi entrò a far parte, a pieno titolo, della struttura “portante” del personale di ricerca dell’Istituto di Biologia. Da quel momento percorrerà la sua carriera, fino al pensionamento nel 2013, partecipando con costante operosità allo sviluppo della Biologia e Genetica di Medicina, grazie ad impegno, rigore, serietà, efficaci e fecondi apporti scientifici, culturali ed umani.

I colleghi proseguono: "Si è dedicata, con competenza e passione, allo sviluppo delle procedure per la preparazione ed il mantenimento di colture cellulari utilizzate, quali innovativi modelli di studio, in numerose prove sperimentali; nel corso di intense e proficue discussioni, particolarmente con il prof Riccardo Alessandro, ha contribuito a pianificare, organizzare e verificare nuove ipotesi di lavoro, facilitando la “traslazione” di conoscenze e competenze proprie della farmacologia ai modelli biologici, permettendo così la formazione di un humus idoneo all’arricchimento culturale di tutti i ricercatori del citato Istituto. In Sezione, per tali attitudini, la dottoressa Flugy era per tutti, così come nei fatti, la “mamma delle cellule”, ma si è anche mostrata una ricercatrice competente, tanto metodologicamente intransigente quanto donna sensibile ed attenta a far crescere e custodire i rapporti interpersonali tra colleghi, studenti in formazione, personale non docente, studenti etc. Una accorta “mamma” tecnico-scientifica, pronta a supportare i ricercatori giovani e meno giovani (persino distribuendo manicaretti tra un’esperienza e l’altra), ma anche a non fare mancare rimproveri funzionali al corretto andamento di compiti assegnati o semplicemente necessari per una buona riuscita del lavoro scientifico. Comportamenti ed attitudini personali, quelli su citati, che la dott.ssa Flugy ha sempre manifestato ma mai esibito".

"Altruista e femminista fin dalla prima ora - concludono - era capace di professare la valenza dei conseguenti comportamenti sociali con il proprio esempio e la capacità del convincimento, affermando i diritti sociali ed individuali, la dignità, l’eguaglianza ed il rispetto per tutte le persone, mostrando con pacatezza e serena convinzione i principi alla base del vivere civile e soprattutto richiamando, con fatti e parole, l’umiltà di rispettare sempre l’altro chiunque sia, qualunque condizione sociale abbia, qualunque colore della pelle presenti, qualunque religione professi. Come coloro che hanno ben agito - che hanno insegnato, insieme ai contenuti tecnici, la valenza e la cura dell’individuo e della collettività sociale - ha raggiunto l’immortalità laica, perché sarà improbabile che venga dimenticata".

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