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Il rettore Fabrizio Micari

Il rettore Fabrizio Micari

Come Unipa ha resistito al Covid, Micari: "Nessuno è rimasto indietro e siamo cresciuti ancora"

Inaugurazione dell'anno accademico 2020-2021 con una cerimonia in streaming proprio per la pandemia. Il rettore: "Abbiamo potenziato le aule, il wi-fi, abbiamo fatto tutta una serie di azioni per facilitare la possibilità agli studenti di seguire le lezioni". Immatricolazioni in crescita dal 2015

Un ateneo che non si arrende alle difficoltà e allo stravolgimento causato dal Coronavirus e che prosegue il suo cammino incrementando le immatricolazioni e implementando l'offerta formativa. Ecco Unipa secondo il quadro tracciato stamani, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 2020-2021, dal rettore Fabrizio Micari, che quest'anno concluderà il suo mandato. La cerimonia si è svolta in streaming e sono intervenuti anche l'ex ministro dell'Università e della ricerca, Gaetano Manfredi; il direttore generale dell'Università, Antonio Romeo; i rappresentanti del personale e degli studenti. Gli interventi sono stati inframezzati dalle musiche di Mario Incudine e dalle interpretazioni di Pamela Villoresi, che ha letto brani di Dante, Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino.

UNIPA_Inaugurazione_AA_2021 (2)-2"E’ stato un anno molto complesso - ha detto Micari (nella foto con la giornalista Elvira Terranova che ha moderato la cerimonia) -. Fin dall’inizio della pandemia l’obiettivo era quello di non lasciare indietro nessuno dei nostri studenti e di non lasciare nulla di non fatto, ed è per questo che noi fin dall’inizio siamo partiti subito con la didattica a distanza. Non si è fermato mai nulla e tutto ha continuato ad andare avanti da quel momento. C’è stato uno sforzo veramente straordinario che è stato fatto da tutti, dai docenti, dal personale non docente. Tutti hanno collaborato con questo obiettivo: di non lasciare nessuno indietro. Devo dire si è davvero radicalmente cambiato tutto. Abbiamo potenziato le aule, il wi-fi, abbiamo fatto tutta una serie di azioni per facilitare la possibilità agli studenti di seguire le lezioni, per esempio abbiamo donato 3000 tablet agli studenti in maggiori difficoltà economiche, abbiamo dato connettività”.

Tra i dati che testimoniano la crescita dell'ateneo palermitano, quelli delle immatricolazioni (+ 34 per cento dal 2015) e delle lauree magistrali (+44 per cento). "Oggi - ha sottolineato Micari - quella di Palermo si pone come l'Università della Sicilia occidentale con le sue sedi decentrate di Trapani e Agrigento verso le quali si sta investendo molto nella ricerca e nelle infrastrutture". Gli iscritti sono oltre 42 mila. "Si è così rovesciata - ha aggiunto Micari - la tendenza di molti giovani che in passato preferivano recarsi a studiare presso gli Atenei del Nord. Le ragioni di questa nuova attrattività sono stati riportati da Micari al potenziamento della didattica e della ricerca ma anche all'offerta di nuovi servizi e alla capacità di organizzare, in tempi di pandemia, 'meccanismi di complementarietà' tra la didattica a distanza e la didattica in presenza. Una spinta alla crescita è venuta anche dalle scelte per il rafforzamento del diritto allo studio: è stata istituita una fascia di no tax per redditi fino a 25 mila euro, sono stati ridotti i corsi a numero chiuso, sono stati consegnati tremila tablet agli studenti, sono state potenziate le politiche di miglioramento della ricerca.

Un anno "a ostacoli"

Per Micari nel 2021, al netto delle difficoltà, "le cose hanno funzionato nella misura in cui sostanzialmente il numero di laureati che noi abbiamo registrato nelle diverse sessioni del 2020, il numero di esami sostenuti, il numero di crediti acquisiti non è stato diverso rispetto all'anno precedente. Quindi davvero, non si è fermato nulla. Naturalmente poi a settembre abbiamo provato a ripartire e quindi abbiamo ripreso le lezioni in presenza; poche settimane dopo siamo dovuti tornare di nuovo a distanza però devo dire che complessivamente l'esperienza di un anno ci ha detto che in fondo come tutto il sistema universitario italiano, anche noi abbiamo dimostrato resilienza, abbiamo dimostrato quella capacità di resistere bene all'impatto, di trasformarci, di migliorarci, di imparare e comunque di andare avanti", ha aggiunto Micari. 

Il ruolo del Policlinico

Secondo Micari il Policlinico "ha retto molto molto bene. E' stato alla frontiera, un po' in tutti gli istanti, dalla fase della diagnostica con i tamponi, alla fase della cura; si sono attrezzati di un'ottantina di posti letto per il Covid, otto posti di terapia intensiva, adesso nella fase della vaccinazione; cioè devo dire il Policlinico è stato presente in tutti quanti questi momenti anche perché nella seconda parte del 2020 con la nuova Direzione strategica, col nuovo commissario straordinario, si sono fatti diversi passi in avanti importanti. Abbiamo aperto un nuovo reparto di terapia intensiva ed era da 30 anni che non si facevano nuovi reparti di terapia intensiva e si sono finalmente riattivati i locali ex Imi, dopo 12 anni che erano stati chiusi; quindi anche sul fronte dell'assistenza abbiamo retto bene, c'è stato davvero un bel contributo da parte dell'Università e del Policlinico".

L'ultimo anno da rettore per Micari

Micari ha anche ricordato i momenti più belli del suo mandato che scade a fine anno: "Ci sono stati tanti momenti ma per me i momenti più belli sono stati i 'Graduation Day'; noi abbiamo voluto introdurre questo sistema del festeggiamento delle lauree che non c'era. All'inizio ricordo che qualcuno lo definì una 'americanata'. In realtà sono sempre stati dei momenti di grande gioia dove l'emozione negli occhi dei ragazzi era assolutamente palpabile".

Il futuro

"Dal Recovery Fund arriveranno nuove risorse per il sistema universitario. Per questo occorrono unità e grande impegno per attuare importanti politiche di sviluppo", ha chiarito l'ex ministro dell'Università e della ricerca, Gaetano Manfredi, intervenendo all'inaugurazione. Manfredi ha rivendicato un potenziamento della ricerca attuato durante il suo mandato anche attraverso forti investimenti sulla didattica e sulle infrastrutture. "E' stato un anno difficile, duro per le nostre comunità - ha sottolineato - ma affrontato con grande senso di abnegazione. Da ministro ho servito il Paese con grande impegno. La politica dell'Università che ho avuto il privilegio di decidere si è molto orientata al sostegno agli studenti, certamente si può fare molto di più e faccio i miei auguri a Cristina Messa che mi ha sostituito. Gli atenei del Sud rappresentano l'ossatura del nostro Paese, nel Mezzogiorno l'Università può essere volano di ripartenza e trasformazione e la parola chiave è quella dello sviluppo".
 

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