Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

L'Università aiuta i dipendenti in smart working: avranno i buoni pasto

L’accordo con le organizzazioni sindacali prevede il riconoscimento dei ticket maturati nel periodo marzo-luglio e quelli che saranno maturati da adesso fino al termine dell’emergenza. Contestualmente si procede con i rientri in sede

Via libera dal Cda dell'Università ai buoni pasto per il personale in smart working. Lo annuncia il direttore generale Antonio Romeo: "Dopo un lungo percorso oggi si è chiusa con esito positivo la vicenda dell’erogazione di buoni pasto al personale tecnico amministrativo e bibliotecario in smart working in questo periodo di emergenza sanitaria dovuta alla pandemia".

Romeo sottolinea che "Non è stato un percorso semplice, né scontato, perché tante amministrazioni pubbliche, universitarie e non, non hanno inteso concedere questo beneficio al personale, ovvero non hanno ancora deciso nulla in merito. È quindi con grande soddisfazione che oggi possiamo dare questa notizia che conferma la sensibilità e l'attenzione da parte degli organi di governo dell’Ateneo, il rettore e il consiglio di amministrazione, sul tema del benessere organizzativo dei lavoratori. Questa misura si aggiunge ad altri benefici come la polizza sanitaria gratuita, che offre un sostegno concreto alla tutela della salute dei lavoratori, l'asilo nido aziendale che aiuta le famiglie dei lavoratori a contemperare le esigenze lavorative e familiari, l'accordo con Amat per la diffusione di servizi di mobilità sostenibile (bike sharing e car sharing a tariffe agevolate)".

L’accordo con le organizzazioni sindacali prevede "il riconoscimento dei buoni pasto maturati nel periodo da marzo da a luglio e quelli che saranno maturati da adesso fino al termine dell’emergenza. Contestualmente il personale in smart working, tuttora prevalente rispetto a quello in presenza, sta già riprendendo gradualmente servizio in sede, in coincidenza con la ripresa delle attività didattiche e di ricerca in presenza, come le lauree, i test di ingresso e i laboratori di ricerca". 

"Permanendo le attuali condizioni di riduzioni dei rischi da contagio e nel totale rispetto delle dovute norme di sicurezza – conclude il direttore generale - da settembre ci sarà un ulteriore incremento di personale che presterà servizio in presenza”. 
 

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