L'arte del restauro come ponte tra passato e futuro: intesa Unipa-Regione per il corso di laurea

Il rettore Fabrizio Micari e l’assessore Alberto Samonà hanno siglato la convenzione per le attività del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, abilitante alla professione di restauratore

Università e assessorato regionale ai Beni culturali "alleati" per le attività del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, abilitante alla professione di restauratore. Il rettore Fabrizio Micari e l’assessore Alberto Samonà hanno siglato oggi all'Orto botanico la convenzione per il percorso di studi.
 
“L’impegno del nostro ateneo nei confronti della conservazione e del restauro dei beni culturali del territorio siciliano è iniziato già a partire dall'inizio degli anni 2000 - ha sottolineato Micari – con l’attivazione, in collaborazione con l’assessorato e il Centro regionale per la Progettazione e il restauro Crpr, del primo corso di laurea triennale, a cui si è successivamente aggiunto il corso magistrale, già da alcuni anni riuniti in un unico ciclo di studi che abilita alla professione di restauratore. Questo corso è uno dei fiori all'occhiello della nostra offerta formativa, a maggiore ragione in una terra come la nostra, in cui le figure dei restauratori sono fondamentali per i necessari interventi che preservino gli inestimabili beni artistici e culturali. Il lavoro che i nostri studenti hanno svolto in luoghi importantissimi del patrimonio artistico-culturale siciliano sia nelle fasi di tirocinio, sia nelle realizzazioni delle tesi di laurea, è stato infatti sempre molto apprezzato. Ritengo molto importante questa convenzione, a cui ho sempre tenuto particolarmente – ha continuato – La firma di oggi prevede due azioni molto rilevanti: offrire agli studenti l'opportunità di svolgere le attività di tirocinio, essenziali proprio per la natura del corso, presso i laboratori d'eccellenza del Crpr e gli insegnamenti dei suoi dipendenti mettendo a sistema le loro conoscenze ed esperienze nelle discipline storico artistiche e nel restauro. Auspico quindi la massima disponibilità e l'impegno in questa sinergia istituzionale, ancora più significativa perché dedicata alla formazione e quindi al futuro dei nostri giovani".

"Attraverso la convenzione sottoscritta con l'Università, il Governo Musumeci manifesta la propria volontà di rafforzare sempre più la collaborazione tra istituzioni nell'interesse comune – ha dichiarato Samonà - Considero il corso di laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei beni culturali un'opportunità di alta formazione offerta ai giovani siciliani che li rende professionalmente competenti e pronti ad affrontare le sfide e le opportunità che il mondo dell'arte offre loro alla fine del percorso accademico. Coniugare le competenze scientifiche dei docenti dell’ateneo di Palermo con il know-how, l'esperienza e la qualificazione professionale degli esperti del Centro regionale per la Progettazione e il Restauro della Regione Siciliana è, infatti, quel valore aggiunto che consente agli studenti di affrontare con una preparazione elevata le opportunità e le sfide che il mondo del restauro offre loro a livello internazionale. I nostri giovani hanno talento e passione; proprio in questi giorni all'interno del cantiere che abbiamo aperto all'Oratorio dei Bianchi di Palermo per il restauro degli Arazzi fiamminghi di Marsala, ho avuto modo di apprezzare una giovane restauratrice la cui formazione si è compiuta all'interno del Corso di Restauro: dimostrazione che il mercato del lavoro è pronto ad accogliere i giovani tecnici del restauro che si sono formati coniugando sacrificio e passione”.

"Riferendosi alle sole attività di restauro di manufatti del territorio siciliano oggetto delle prove finali di laurea dal 2012 sono stati realizzati circa 150 restauri completi. Le relative indagini diagnostiche sono definite di concerto con gli organi preposti, con i responsabili dei laboratori scientifici attivi presso le strutture di UniPa e del Crpr - ha spiegato Franco Palla, coordinatore del corso di laurea – L’Alta Sorveglianza e il controllo delle fasi operative, nel rispetto dei progetti presentati è di competenza della Soprintendenza dei Beni Culturali. La qualità della preparazione dei nostri laureati è anche certificata dai dati relativi all’occupazione: ad esempio a fine 2018 tredici dottori magistrali sono stati assunti a tempo indeterminato, come restauratori qualificati, presso istituti italiani del ministero dei Beni culturali. I dati di Almalaurea riportano che, a tre anni dal conseguimento del titolo, lavora il 93% dei laureati in Conservazione e restauro dei beni culturali”.

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