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I piccoli migranti a scuola di italiano, l'Università apre le sue aule

Per tutto il mese di agosto gli iscritti al master della Scuola di lingua italiana per stranieri ItaStra dell'ateneo insegneranno la nostra lingua a "minori stranieri non accompagnati", sbarcati senza famiglia sulle coste italiane. Esperienza già vissuta con i bimbi figli di immigrati

Foto Igor Petyx

Integrazione e solidarietà passano anche dall'istruzione. Per tutto il mese di luglio gli iscritti al master della Scuola di lingua italiana per stranieri ItaStra dell'Università di Palermo hanno insegnato ai bambini "nuovi arrivati", figli di migranti che si sono stabiliti in città. Fino alla fine di agosto, inoltre, potranno vivere la stessa esperienza di tirocinio con classi formate da "minori stranieri non accompagnati", giovani sbarcati senza famiglia sulle coste italiane.

Le lezioni si rivolgono ai minori della scuola di lingua italiana per stranieri e ai figli delle donne che sono state inserite, durante lo scorso inverno, nei corsi gratuiti della Scuola ItaStra dell'ateneo. Sono tanti i bambini che hanno potuto avere un approccio qualificato alla lingua italiana grazie al tirocinio, realizzato nell'ottica della collaborazione tra Scuola e Master. Lo scopo è  continuare il percorso di integrazione linguistica che da anni ItaStra porta avanti.

A seguire i corsi anche Lamin e Yusupha, che hanno anche avuto la possibilità di raggiungere una delle principali capitali europee, sede del Parlamento europeo, per partecipare al progetto di mobilità Erasmus Plus. Insieme a loro altri due giovani studenti della Scuola, Eunus e Sadik, anche loro giunti in Italia senza famiglia. Dopo aver studiato per diversi mesi lingua e cultura italiana tra le aule di ItasStra, dopo aver conseguito la licenza media e aver sostenuto l'esame Cils (Certificazione di italiano come lingua straniera dell'Università per Stranieri di Siena), i ragazzi sono stati selezionati per partecipare al progetto che gli ha permesso di partire per un viaggio fortemente formativo.

“Non sapevo cosa fosse l'Unione Europea – dice Lamin, 19 anni e nato in Senegal - Adesso, invece, ho capito cosa sono gli stati membri ma soprattutto come poter trovare lavoro. Da tre anni sono a Palermo e ho capito che qui non c'è possibilità per trovare un'occupazione. Ma io non ho voglia di stare fermo e di continuare a vivere in una comunità. Voglio crescere, trovare un lavoro tutto mio”.Proprio la voglia di trovare al più presto un impiego aveva portato Lamin a non apprezzare del tutto, inizialmente, l'opportunità che gli era stata data: un viaggio speciale che lo avrebbe portato in una città a lui sconosciuta e che gli avrebbe permesso di conoscere suoi coetanei provenienti da tutto il mondo. “Quando ho saputo di essere stato selezionato non ero molto contento. Pensavo si trattasse di una perdita di tempo. Andare via per tre settimane mi avrebbe impedito di continuare a cercare lavoro – spiega – ed invece è stato molto utile. Ho scoperto una città che mi piace molto e durante gli incontri in aula ci hanno spiegato che l'Ue ha un portale che permette ai giovani di poter trovare un impiego. E penso che mi registrerò in questo sito. Voglio andare via”. 

Per Lamin, il viaggio a Bruxelles non è stato solo un momento per conoscere le possibilità di inserimento lavorativo di cui l'Europa è ricca, ma gli ha fatto anche scoprire una nuova passione: quella per la lingua francese. Oltre alla sua lingua madre, Lamin ha studiato nel suo paese natio anche l'inglese. Per far questo, e per evitare il francese, si era anche spostato nel paese dei nonni materni, il Gambia. “Era una lingua che non mi piaceva per niente ma a Bruxelles ho scoperto che è molto bella. Inizierò presto a studiarla”.itastra2-2

Yusupha, 20 anni, viene dal Gambia ed è tornato da Bruxelles carico di entusiasmo. Lo stesso con cui è salito sull'aereo all'inizio del mese di luglio. “Ero molto contento di partire e a Bruxelles mi sono trovato benissimo – racconta – Abbiamo conosciuto giovani provenienti dagli Usa, dal Canada, dal Portogallo, dalla Spagna, dalla Romania e dalla Turchia. Inoltre abbiamo avuto l'opportunità di incontrare l'ex ministro dell'integrazione Kyenge (nella foto a destra), adesso al Parlamento europeo e che è passata a trovarci insieme ad altri politici e deputati. Ma, soprattutto, ho capito che posso cercare lavoro anche negli altri paesi. E perché no, anche a Bruxelles”. Ma per il momento i progetti di Yusupha sono tutti da realizzare a Palermo. “Ho appena conseguito la licenza media che mi permetterà, a settembre, di iniziare l'istituto alberghiero”. Una delle sue grandi passioni è infatti la cucina. Il suo sogno: diventare cuoco. Per questo ha già iniziato a cimentarsi con piatti tutti italiani preparando anelletti a forno, parmigiana e pasta con salmone, le sue pietanze preferite. Ma non dimentica i sapori e gli odori del suo paese d'origine. “Si, so cucinare anche i piatti che faceva mia madre”.

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