Università, docente palermitano premiato da Mattarella per ricerca sul cancro

Claudio Tripodo, professore di Anatomia patologica, ha ricevuto il premio "Beppe Della Porta", indetto dall'Airc. Il rettore Micari: "Riconosciuta eccellenza della nostra Università e l’importanza dell’opera dei nostri ricercatori"

Claudio Tripodo riceve il premio dal presidente Mattarella

Claudio Tripodo, docente di Anatomia patologica del dipartimento di Promozione della salute, materno-infantile di Medicina interna e specialistica di eccellenza G. D’Alessandro dell’Università di Palermo, ha ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il premio "Beppe Della Porta", indetto dall'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) per favorire il consolidamento della carriera scientifica di un giovane ricercatore, per i meritevoli risultati scientifici ottenuti nell’ambito della ricerca sul cancro. Il premio è stato conferito nel corso della cerimonia di celebrazione de “I giorni della ricerca” che si è svolta oggi al Palazzo del Quirinale, alla presenza del rettore Fabrizio Micari. La commissione giudicatrice ha deliberato il conferimento del premio con la seguente motivazione: “gli studi del dottore Tripodo hanno significativamente contribuito a meglio comprendere le interazioni tra microambiente e cellule tumorali nelle neoplasie sia solide sia ematologiche".

"Il lavoro del professore Tripodo è eccezionale e gli elevatissimi risultati della sua ricerca ne dimostrano pienamente il merito. Quello che il presidente Mattarella gli ha conferito oggi è un premio straordinario di cui andare fieri – sottolinea Micari – A essere riconosciuta non è solo l’eccellenza della nostra Università, ma anche l’importanza dell’opera dei nostri ricercatori, che fanno compiere alla scienza enormi passi in avanti per consentire lo sviluppo della società in ogni suo ambito. Ancora maggiormente gli studi e le sperimentazioni che il professore Tripodo e la sua équipe svolgono nella lotta contro i tumori rappresentano un concreto sostegno alle persone, alle famiglie e alla vita. A loro vanno le più sentite congratulazioni mie personali e dell'Ateneo che mi pregio di rappresentare".

"Poter indagare nel dettaglio ciò che accade nei tessuti patologici è lo strumento che mi ha fornito lo studio della disciplina di cui sono docente presso l’Università di Palermo, l’Anatomia patologica – dice lo stesso Tripodo - In effetti, la ricerca necessita di contaminazioni da molteplici specialità e discipline e per questo motivo allo studio dell’Anatomia Patologica ho sempre associato la passione per l’Immunologia. Ho sempre avuto una chiara idea di cosa volessi approfondire ma ho potuto far ricerca soltanto grazie agli insegnamenti di scienziati, quali Melchiorre Brai dell’Università di Palermo, Francesco Tedesco dell’Università di Trieste e Mario Paolo Colombo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, i quali hanno creduto nelle mie idee e sostenuto il mio impegno. L’Università di Palermo – prosegue -  mi ha dato l’opportunità di condurre le mie ricerche traendo forza dalle meravigliose persone che lavorano insieme a me e che presso l’ateneo palermitano hanno ricevuto una eccellente formazione. Senza il continuativo, competitivo e stimolante sostegno dell’Airc non sarebbe possibile immaginare una ricerca d’avanguardia contro il cancro. Dedico - conclude -  questo premio a mia mamma Rosanna e a mio papà Roberto, i quali hanno impegnato ogni giorno della loro vita a rendere bella la mia".

Tripodo ha ricevuto il prestigioso riconoscimento come giovane coordinatore del laboratorio di Immunologia dei tumori dell’Università, dedicato a studi e ricerche innovative nell’ambito delle neoplasie. Il team di ricerca guidato da Tripodo è stato tra i primi a indagare alcuni aspetti inerenti al concetto di “microambiente” delle neoplasie. Lo studio condotto indaga sul complesso sistema di interazioni tra le cellule tumorali e l’insieme di elementi che ne accompagnano lo sviluppo e la progressione. Tali elementi includono, tra gli altri, cellule del sistema immunitario, cellule che tentano di contenere lo sviluppo tumorale esercitando funzioni di sorveglianza immunologica, ed altre cellule che, cooptate dal tumore stesso, ne favoriscono, mediante funzioni aberranti, la crescita.

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I ricercatori hanno approfondito come alcune caratteristiche intrinseche al “microambiente tumorale” possano avere effetti sulle varie fasi della storia naturale di un tumore, persino influenzandone positivamente o negativamente la sensibilità ad alcune terapie. L’indagine della ricerca mira, in altre parole, a comprendere appieno le caratteristiche di una rappresentazione, non limitando la propria attenzione al “protagonista”, la cellula tumorale, ma focalizzandosi anche su “co-protagonsiti e comparse”, il microambiente, per l’appunto. La fonte primaria d’indagine dei metodi di ricerca impiegati sono i tessuti, nel contesto dei quali viene rappresentata gran parte della complessità e delle dinamiche del sistema-tumore.
 

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