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Università sempre più “difficile”, aumenta la tassa regionale

Ogni studente universitario della città dovrà pagare 140 euro di tassa regionale per il diritto allo studio. Ma fino a qualche giorno fa l'importo stabilito ammontava a soli 85 euro

Università degli studi di Palermo

Centoquaranta euro per il diritto allo studio. La scelta di proseguire le attività di formazione accademica diventa sempre più difficile, con i numerosi rincari delle tasse universitarie attuati negli ultimi anni. E l’anno accademico 2012/13 non fa certo eccezione. Adesso ci sono 140 euro di tassa regionale per il diritto allo studio da pagare per ogni studente palermitano. Ma fino a qualche giorno fa l’importo della tassa stabilito, e che alcuni studenti avevano già pagato, ammontava a soli 85 euro.

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L’avviso, segnalato da Ruggero D’Amico sul blog di UniAttiva, è comparso solo venerdì scorso sul sito dell’Ateneo, ad iscrizioni già aperte. Viene spiegato che il provvedimento è necessario ai sensi di un decreto legislativo emanato il marzo scorso dal governo nazionale, riguardante, fra le altre cose, “l’adozione di un piano economico-finanziario triennale al fine di garantire la sostenibilità di tutte le attività” .

Nel decreto si è disposto che le regioni dovessero fissare tre fasce di reddito per la tassa (che è più che raddoppiata rispetto al 1995) e approvare la delibera entro il 30 giugno. Gli studenti avrebbero dovuto spendere, a seconda del reddito di appartenenza, 120, 140 o 160 euro. Ma la Regione Sicilia, per qualche oscura ragione, ha fatto decorrere il termine ultimo, e così tutti dovranno pagare indistintamente i 140 euro.

Non è chiaro nemmeno il motivo per il quale gli studenti sono stati avvertiti così tardi dell’aumento di 55 euro, che frutterà all’Università circa 3milioni. Ai più solerti che hanno già eseguito il pagamento viene comunicato sul sito solamente che “pagheranno la dovuta differenza in sede di conguaglio”, senza ulteriori commenti. Legittimo per nuovi e vecchi iscritti chiedersi dove andranno a finire questi soldi. Se saranno spesi bene, o se andranno nel reparto prelievi-tampone nell’attesa che crolli tutto.

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