L'Unione degli ordini forensi: "Far ripartire subito e a pieno regime l'attività giudiziaria"

Al termine degli Stati generali dell'avvocatura siciliana che si sono tenuti nella Sala Gialla dell'Ars, l'organismo che raggruppa i 16 Consigli dell'ordine dell'Isola ha stilato un documento da inviare ai ministri della Giustizia e della Pubblica amministrazione: "Sbloccare i processi e riaprire le cancellerie"

Blocchi e divieti stanno saltando quasi tutti, anche alla luce dei dati positivi sulla diffusione del Coronavirus, l’unico settore in cui ancora vigono regole rigidissime sembra essere solo quello della giustizia. Regole peraltro non uniformi persino all’interno dello stesso palazzo di giustizia e che, di fatto, ostacolano il regolare svolgimento dei processi ed anche il lavoro di cancelleria. E’ per questo che l’Unione degli ordini forensi della Sicilia (che raggruppa i 16 Consigli dell’ordine degli avvocati  dell’Isola) chiede adesso al ministro della Giustizia e al ministro della Pubblica amministrazione di far ripartire l’attività giudiziaria a pieno regime. 

giuseppe di stefano-2L’organismo, presieduto dall’avvocato Giuseppe Di Stefano (nella foto), ha stilato un documento al termine degli Stati generali dell’avvocatura siciliana, che si sono tenuti oggi nella Sala Gialla dell’Ars, nel quale auspica anche la costituzione di un tavolo di concertazione regionale, al quale possano partecipare tutte le componenti della giurisdizione, proprio per accelerare il processo di riapertura dei palazzi di giustizia.

L’unione degli ordini forensi siciliani chiede "l’adozione di tutte le misure affinché, senza ulteriore ritardo, negli uffici giudiziari siciliani vengano organizzate e consentite tutte le attività giurisdizionali processuali, sia quelle di udienza che quelle connesse, di accesso agli uffici per esame fascicoli, richiesta copie, richiesta notifiche, ritiro atti, richiesta e ritiro provvedimenti giurisdizionali" e anche che venga assicurata in ogni Corte d’Appello, Tribunale, Ufficio del giudice di pace e ufficio notifiche "la presenza del personale necessario per il loro funzionamento".

Ma l’appello riguarda anche il resto del Paese, dove si chiede che, "con criteri di uniformità", l’attività giudiziaria possa ripartire per assicurare "insieme al sereno e regolare esercizio della giurisdizione, la certezza del diritto e il rispetto delle norme processuali, presidi fondamentali di garanzia per ogni cittadino".
 

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