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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Diritti, Palermo più vicina al Continente: è nata l'Unione degli avvocati europei

Il presidente è l'avvocato Maria Bruccoleri, esperta di diritto penale dell'economia: "Ora le conoscenze giuridiche si condividono con i colleghi degli altri Stati membri e i cittadini sono quindi più tutelati"

Da ieri Palermo è più vicina all'Europa, anche sul piano dei diritti. Nella splendida cornice di Palazzo Asmundo è nata l'Unione degli avvocati europei. Il presidente della delegazione della Sicilia occidentale è l'avvocato palermitano Maria Bruccoleri che da oltre vent'anni si occupa di diritto penale dell'economia sia nel capoluogo siciliano che a Milano. L'associazione è nata a Parigi trent'anni fa per colmare l'esigenza di condividere le conoscenze giuridiche con i colleghi degli altri stati europei. In Italia ad oggi sono sette le delegazioni. L'ultima è la neonata delegazione regionale palermitana.

"Adesso - racconta Maria Bruccoleri a PalermoToday - attraverso l'associazione i palermitani potranno sentirsi più tutelati in Europa e gli avvocati avranno un riferimento in ogni Paese membro con cui confrontarsi per avere informazioni e supporto nel gestire affari internazionali". Per esempio, anche gli imprenditori avranno un referente in più per tutelare il loro marchio in Europa. Ma non solo. "Un palermitano che sposi una cittadina di un altro Paese europeo - continua la presidente - potrà contare sulla professionalità di avvocati con cui connettersi. Avrà quindi maggiori tutele, anche nell'ipotesi di una separazione e\o di affidamento del figlio". Tutto questo perchè potrà contare su colleghi  preparati sulla giurisprudenza e procedure degli altri Paesi. 

Ieri, durante l'evento di presentazione dell'Unione degli avvocati europei (Uae) l'argomento cardine trattato è stato il mandato di arresto europeo, lo strumento con cui uno Stato che procede all'incriminazione di un soggetto che ha commesso un reato nel suo Stato ma non è più lì, lo ricerca per riportarlo all'interno del proprio Paese. La Comunità europea è intervenuta a tutela del ricercato stabilendo che lo Stato emittente ha l'obbligo di informare il soggetto ricercato del diritto di avere una doppia difesa: nello stato emittente il mandato d'arresto ma anche in quello in cui si trova. Lo Stato che emette il mandato d'arresto europeo ha l'obbligo di informare il soggetto ricercato di questo diritto e ciò a pena di nullità.

"Anche un palermitano colpito da mandato d'arresto europeo - conclude l'avvocato - potrà avvalersi di questo diritto e avere un difensore nel Paese emittente". 
 

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