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L'Orto Botanico

L'Orto Botanico

Regalo "in natura" di Unicredit, l'Orto Botanico crescerà di 13 mila metri quadri

Si tratta di un bacino compreso tra via Tiro a Segno e la sponda sinistra del fiume Oreto che potrà essere utilizzato sia per l'allargamento delle collezioni che per creare nuovi spazi per gli studenti. "Accresciamo ulteriormente importante patrimonio"

Nuovi spazi verdi per rendere ancora più ampia e progettuale una delle più importanti istituzioni museali e accademiche italiane. L’Orto Botanico crescerà, infatti, di 13 mila metri quadri all’interno un bacino compreso tra via Tiro a Segno e la sponda sinistra del fiume Oreto. Un progetto già pensato nel 1983 ma che ora diventerà reale grazie a una donazione disposta da Unicredit che ha deciso di cedere dei terreni di sua proprietà, a titolo gratuito, all’Università degli Studi del capoluogo. Ne hanno parlato questo pomeriggio all’interno della struttura di via Lincoln, il rettore Fabrizio Micari, il sindaco Leoluca Orlando, Cristina Maria Salmeri, direttrice dell’Orto, l’assessore al Verde Francesco Maria Raimondo insieme con Sebastiano Musso, regional manager Sicilia e Gianni Chelo che ha ricoperto lo stesso ruolo sino al 2015 e ha seguito in prima persona l’iter per il passaggio dell’area all’Ateneo. 

Una donazione importante che ha come obiettivo quello di “dare una mano - spiega Chelo - a una città che vuole migliorare e diventare più vivibile” e che "consente di ampliare di più del 10 per cento l’Orto Botanico. Dei terreni, tra l'altro, che - ammette - non ricordavo neanche che fossero di nostra proprietà". Un passo che per l’ex regional manager rappresenta "l’inizio di una vera e propria partnership fra la nostra Banca, l’Università degli Studi e il Comune di Palermo, imperniata sul rafforzamento di uno spazio importante per la città, non solo sotto il profilo scientifico e museale, ma anche della valorizzazione del verde pubblico, della promozione culturale e dell’attrattività turistica”.

Particolarmente soddisfatto il neo rettore che proprio due giorni fa ha celebrato i 210 anni dell’Ateneo palermitano e che comincia questo mandato con un nuovo impegno. “L’Orto Botanico - ha detto - costituisce sicuramente il fiore all’occhiello dell’Università. Giorni fa leggevo i risultati di un’indagine secondo la quale questo, insieme al Teatro Massimo, costituisce uno dei monumenti più importanti per i turisti. Non possiamo che accogliere con gioia e grande riconoscenza questa preziosa e importante donazione da parte di Unicredit. Questa festa ci potrà consentire di accrescere ulteriormente un importante patrimonio”.

Patrimonio che, a dirla tutta, a oggi risente di una situazione di disagio economico, riguardo a cui però Micari si mostra positivo. “L’Orto Botanico - commenta - è una parte dell’Università, Evidentemente utilizziamo un certo numero di lavoratori per la conservazione delle collezioni che vi sono contenute, e la carenza di finanziamenti fa sì che non tutto ciò che si potrebbe fare è possibile. Questo però deve stimolare a una maggiore progettualità anche a livello nazionale ed europeo”. 

Un "sogno - osserva commosso Raimondo - che si realizza dopo più di 30 anni" e che prevede "sia un allargamento delle collezioni - dice Micari - che la creazione di nuovi spazi per la fruizione da parte degli studenti". Progetti che potranno avviarsi a partire dai prossimi mesi. "Avvenuta la donazione - aggiunge Sebastiano Musso - auspichiamo quindi che il progetto di ampliamento dell’Orto Botanico possa realizzarsi nei tempi attesi divenendo una leva importante di crescita e sviluppo per la città di Palermo”. 

Per Orlando, infine, quello di oggi costituisce "un ulteriore tassello che ne farà sempre più uno dei biglietti da visita della città”. Non sono mancati poi riferimenti - a margine della conferenza - al vertice che si è tenuto ieri a villa Niscemi in merito alla ripresa dei cantieri per l’anello ferroviario. “E’ stato un momento importante. Voglio ringraziare Ruperto che ha accolto positivamente una mia richiesta, confermando che l’appalto costituisce una priorità della Tecnis che si impegna al pagamento delle spettanze arretrate e che da febbraio comincerà la normale attività e il pieno impiego del personale attuale e in cassa integrazione della Tecnis e se necessario anche locale". 

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