Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Un filo rosso lega Palermo e l'Argentina

Se ne è discusso in una conferenza organizzata nella sede della Consulta delle Culture dalla consigliera comunale Federica Aluzzo

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Mai più violenza, mai più stragi e sparizioni di massa. Questo uno degli obiettivi della conferenza sui Desaparecidos che si è svolta a Palermo (Palazzo Cefalà, sede della Consulta delle Culture), su iniziativa della consigliera comunale Federica Aluzzo, in occasione della presentazione del libro di Bice Mortillaro "Da Garibaldi a Che Guevara", (Navarra edizioni). Un'occasione, per raccontare la storia del nipote desaparecido Ariel Mortillaro, appresa per caso leggendo in un giornale il resoconto della causa, che un gruppo di avvocati di Roma, insieme alle Madres di origini italiane, avevano intentato contro i dittatori argentini.

Erano presenti, oltre alla sorella del desaparecido Freya Mortillaro, anche Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il presidente Consulta delle Culture Adham Darawsha, l'assessore all'immigrazione Giusto Catania, il ministro Plenipotenziario della Repubblica Argentina in Italia Carlos Cherniak, il sindaco di San Mauro Castelverde Mario Azzolini, il consigliere comunale Juan Catalano e Andrea Cabrera Alonso, argentina residente a Palermo.

"L'importanza di trattare il caso di Ariel - ha detto il sindaco Orlando - si rifà al concetto del valore delle storie per far vivere la Storia; approfondire il pensiero e le emozioni del singolo protagonista è importante per superare la freddezza di numeri ed episodi con cui verrebbe raccontata la storia, facendola invece vivere, capire, sentire interiormente".

La storia di Ariel desaparecido, nipote di Bice Mortillaro, il cui corpo non è stato mai ritrovato, ci riporta all'esigenza comune ai 30.000 scomparsi in Italia negli ultimi 40 anni, che accanto alla data di morte hanno un punto interrogativo, ribadendo il diritto di verità, di giustizia e il diritto di dare una degna sepoltura al corpo dei propri cari. Così come una certa analogia con i 30.000 desaparecidos si dice torturati e poi gettati in mare si ritrova nei tanti scomparsi stranieri che oggi perdono la vita nel Mar Mediterraneo durante il viaggio per la speranza che dall'Africa li spinge in Europa attraverso la Sicilia. Il 24 marzo del 1976 il generale Rafael Videla prese il potere con un colpo di Stato; oltre trentamila innocenti finirono torturati, ammazzati e gettati in mare dagli aerei. Da allora il 24 marzo è il giorno della memoria per non dimenticare mai. Ci sono circa 563 condannati per lesa umanità, 16 processi in corso.

"L'Argentina è la più grande nazione italiana dopo l'Italia", ha ricordato il sindaco di San Mauro Castelverde Mario Azzolini, che ha spiegato come anche a San Mauro vi siano storie familiari di desaparecidos come quella di Vincenzo Fiore, sindacalista della Peugeot, nato nel 1956 ed emigrato come tanti altri suoi compaesani in Argentina, dove è scomparso nel 1979.

Il ministro Carlos Cherniak ha chiesto al presidente dell'Anci Sicilia Leoluca Orlando di aderire alla campagna "diritto all'identità" sviluppata per tutti i figli delle madri detenute che sono stati rapiti ed affidati a famiglie europee, che ora hanno dubbi sulla propria identità. Inoltre visto che chi scompare in una città spesso non rimane nella propria terra, è stata chiesta una più stretta collaborazione tra gli Stati, con il coinvolgimento della Consulta delle Culture. "Far crescere il livello di coscienza sociale che si oppone ad ogni forma di repressione della democrazia - ha spiegato la consigliera comunale Federica Aluzzo - è un dovere di tutti e in particolare, delle Istituzioni".

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