Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Caso Crocetta, giornalisti dell'Espresso indagati dalla Procura di Palermo

Si tratta degli autori dell'articolo con la presunta intercettazione tra Matteo Tutino e il presidente della Regione. I magistrati ipotizzano il reato di calunnia e pubblicazione di notizie false. Intanto i Nas sono tornati all'ospedale Villa Sofia dopo che il ministero della Salute ha istituito una commissione per valutare l'operato della struttura

Foto archivio

La Procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati i due giornalisti de L'Espresso Piero Messina e Maurizio Zoppi, autori dell'articolo con la presunta intercettazione tra il dottor Matteo Tutino e il presidente della Regione Rosario Crocetta in cui il medico personale del governatore avrebbe detto che l'ex assessore siciliano alla Salute Lucia Borsellino "va fatta fuori come al padre".

Intercettazione che ha gettato il governo della Regione nella bufera, pur essendo stata smentita in più occasione dalla Procura palermitana. Nei confronti di Messina i magistrati ipotizzano il reato di calunnia e pubblicazione di notizie false, per Zoppi invece esclusivamente il reato di notizie false. I due cronisti sono stati convocati oggi dai magistrati, ma all'incontro, al quale sono andati accompagnati dai legali, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

"Siamo in presenza  - dicono i difensori di Tutino - di un'azione altamente criminale commessa con il mezzo della comunicazione di massa in danno a un uomo innocente che è stato lapidato mediaticamente. E' la conferma che quella frase non esiste".

"Piero Messina  - dice l'avvocato Fabio Bognanni, legale dei due cronisti - non ha mai messo a verbale davanti ad alcuna autorità giudiziaria notizie sulla fonte. Non solo, ma non ha mai inviato ad alcuna autorità giudiziaria alcuna relazione. Messina è stato sentito per la prima volta ieri dall'autorità giudiziaria in qualità di persona sottoposta ad indagine e lì si è avvalso della facoltà di non rispondere come anche il collega Maurizio Zoppi".

Intanto gli uomini del Nas di Palermo, guidati dal capitano Giovanni Trifirò, sono tornati all'ospedale Villa Sofia. La loro presenza è stata richiesta dal ministero della Salute, che ha istituito una commissione per accertare il buon funzionamento della struttura sanitaria. I carabinieri hanno acquisito documenti di natura amministrativa.

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