Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca Contrada Case Api

Torna l'allarme tubercolosi a Cinisi: sequestrati due allevamenti

Alcuni bovini sono risultati positivi al test. Non è la prima volta che il fenomeno interessa il Comune alle porte di Palermo, ci furono altri casi nel 2011 e nel 2013. Gli esperti però rassicurano: "Negli ultimi anni il numero di capi infetti è diminuito"

Torna l'incubo tubercolosi a Cinisi. Nel comune alle porte di Palermo, a seguito di sopralluoghi effettuati dai veterinari dell’Azienda U.S. L. Dipartimento di Prevenzione-Area di Sanità in due allevamenti di bestiame, con sede in contrada Case Api e in contrada Graffagnino, alcuni bovini sono risultati positivi al test. Da qui la decisione del sindaco Giangiacomo Palazzolo di emettere le ordinanze di sequestro sanitario. 

Non è la prima volta che questo accade. Già nel 2011 diversi capi di bestiame risultarono infetti e scattarono i sequestri. Nel 2013 il fenomeno si ripresentò.

"La tubercolosi bovina - spiega il Ministero della Salute - è una patologia con effetti socio-economici e di salute pubblica di notevole rilevanza, essendo una malattia trasmissibile anche all’uomo. L'agente causale della malattia è il Mycobacterium bovis, appartenente al complesso del Mycobacterium tubercolosis che include M. tubercolosis, M. bovis, M. africanum e M. microti.  La malattia si diffonde nel bestiame attraverso inalazione di areosol da tosse o da starnuto di animali infetti o da particelle infette di polvere. La diffusione tuttavia potrebbe anche avvenire indirettamente da pascoli o acque contaminate. La fonte principale di contagio per l'uomo è rappresentata dal contatto con animali infetti e dall'ingestione di prodotti provenienti da animali infetti, in particolare prodotti derivati da latte non pastorizzato". 

GLI ESPERTI RASSICURANO. "I capi di bestiame affetti da tbs - spiega il veterinario Salvo Vitale - vengono macellati proprio per evitare che contagino altri animali o esseri umani". "Purtroppo nel territorio di Cinisi la tbc è ancora forte e presente però  - continua Vitale - negli ultimi anni grazie al servizio sanitario locale è stato notevolmente diminuito il numero di capi infetti". "Le stalle si dividono in indenni, dove i capi sono negativi ai controlli, ed infette dove si è riscontrata la presenza della malattia. In queste ultime tornano ad essere indenni solo se dopo dopo diversi anni di controlli non vengono diagnosticati nuovi casi", conclude il veterinario.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Torna l'allarme tubercolosi a Cinisi: sequestrati due allevamenti

PalermoToday è in caricamento