"Nessuna truffa ai danni di malati di talassemia", assolto un avvocato palermitano

Michele D'Anca non avrebbe imbrogliato 19 ragusani che si erano rivolti a lui per essere riconosciuti vittime di trasfusioni da sangue infetto e ottenere i relativi risarcimenti civili. Condannato invece a 3 anni un ex collaboratore di studio dell'imputato, Luigi Bertolini, che si sarebbe spacciato per legale

foto archivio

La truffa ai danni di 19 malati di talassemia ci sarebbe stata, ma a ordirla – secondo il tribunale monocratico di Ragusa – non sarebbe stato l’avvocato palermitano Michele D’Anca, ma un suo ex collaboratore di studio, che all’epoca non aveva neppure sostenuto l’esame di abilitazione professionale, Luigi Bertolini. Il giudice ha infatti del tutto scagionato il primo, difeso dall’avvocato Enrico Tignini (foto in basso), mentre ha condannato il secondo a 3 anni per truffa ed esercizio abusivo della professione forense.

tignini-2Secondo la Procura, i malati (tutti ragusani) sarebbero stati raggirati dal legale e dal suo sedicente collega, ai quali si erano rivolti per essere difesi in cause civili finalizzate all’ottenimento di risarcimenti in quanto vittime di trasfusioni da sangue infetto. Per l’accusa, i due imputati si sarebbero fatti pagare per avviare i procedimenti, promettendo indennizzi considerevoli, ma poi se ne sarebbero del tutto disinteressati. Una ricostruzione che ha retto soltanto per Bertolini, mentre la difesa di D’Anca è riuscita a dimostrare che quelle azioni legali erano state effettivamente portate avanti dall’avvocato e in diversi casi erano state addirittura vinte dai malati, che avevano quindi ottenuto i risarcimenti.

Il processo nasceva da un’inchiesta che risale a ben 5 anni fa, quando all’avvocato D’Anca furono anche sequestrati 155 mila euro ritenuti provento della presunta truffa. Una somma che fu interamente restituita al legale dopo poche settimane su disposizione del tribunale del Riesame, che aveva ritenuto non vi fosse alcun grave indizio di colpevolezza a carico dell’avvocato e aveva quindi annullato il sequestro. Anche il giudice del tribunale monocratico di Ragusa ora è arrivato alla stessa conclusione, decidendo di assolvere D'Anca.

L’inchiesta aveva avuto anche un troncone messinese: altri malati di talassemia, infatti, avevano denunciato di essere stati raggirati dai due imputati e per gli stessi motivi. In questo caso, D’Anca e Bertolini erano stati condannati in primo grado, ma poi la Corte d’Appello aveva ribaltato la sentenza, scagionando totalmente l’avvocato e condannato l’ex collaboratore soltanto per esercizio abusivo della professione forense. 

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