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Estorce 550 euro a due turisti inglesi con la truffa dello specchietto, condannato

Tre anni e quattro mesi a Nocenzio Ragaccio, originario di Chieti, che a maggio del 2018 aveva messo a segno l'imbroglio in via Messina Marine. Dopo il finto incidente, con modi minacciosi, aveva costretto gli stranieri a dargli il denaro. Era stato però bloccato dai carabinieri

Era riuscito ad estorcere 550 euro a una coppia di turisti inglesi in vacanze in città utilizzando l'ormai classica truffa dello specchietto e adesso è stato condannato a tre anni e quattro mesi, con il rito abbreviato. Per Nocenzio Ragaccio, 32 anni e originario di Chieti, che era stato arrestato dai carabinieri il 25 maggio del 2018, poco dopo l'imbroglio, la sentenza è diventata pure definitiva, visto che la Cassazione ha ritenuto inammissibile il suo ricorso. L'imputato - che non è nuovo a questi comportamenti - è però libero.

Quel giorno di primavera i due stranieri stavano percorrendo via Messina Marine a bordo di una Ford Fiesta presa a noleggio. Arrivati all'altezza di via Laudicina, però, erano stati costretti ad accostare da una Bmw guidata proprio da Ragaccio. L'uomo aveva contestato alla coppia di aver appena rotto il suo specchietto (che in realtà aveva fracassato lui con una sbarra di ferro). Secondo il racconto dei turisti, con modi molto minacciosi, l'imputato aveva preteso il risarcimento del danno e - dopo aver preso le chiavi della macchina degli stranieri - li aveva costretti ad andare in un vicino centro commerciale per prelevare 550 euro.

L'estorsione sarebbe andata a buon fine e senza alcuna conseguenza se solo Ragaccio non avesse schiacciato troppo il piede sull'acceleratore della sua Bmw: proprio la velocità eccessiva, infatti, aveva indotto una pattuglia di carabinieri del nucleo radiomobile a fermarlo per un controllo. A bordo dell'auto c'era anche uno dei turisti che aveva subito riferito l'accaduto ai militari. Sul mezzo era stata ritrovata poi anche la sbarra di ferro utilizzata per rompere lo specchietto e mettere a segno la truffa. Da qui l'arresto.

Ragaccio era stato condannato dal gup - che aveva accolto le tesi del sostituto procuratore Giorgia Spiri - a tre anni e quattro mesi per estorsione. In primo grado era però subito caduta l'aggravante della minorata difesa da parte delle vittime che, essendo straniere, secondo l'accusa, non avrebbero capito correttamente le richieste dell'imputato. La sentenza era stata confermata l'anno scorso in appello.
Ora è arrivata anche la decisione della Cassazione: nonostante il procuratore generale si fosse unito alla richiesta della difesa (rappresentata dall'avvocato Gaetano Turrisi) di annullare il verdetto, i giudici l'hanno invece confermato, ritenendo inammissibile il ricorso.

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