Venerdì, 6 Agosto 2021
Cronaca Calatafimi / Corso Calatafimi

Truffa dello specchietto e vendita gioielli falsi, raggiro ad anziani: 4 denunce

A Capaci un palermitano si è finto un ufficiale della Marina e, insieme ad un complice, ha tentato di fregare dei "vecchietti". In corso Calatafimi in due hanno avvicinato un automobilista e hanno fatto finta di essere stati colpiti dalla sua vettura

In due hanno tentato di mettere in atto la truffa “dello specchietto” ai danni di un anziano alla guida. Altri due invece hanno provato a vendere dei gioielli falsi. Il risultato? La Questura ha emesso il foglio di via per tutti e quattro i malviventi: due palermitani che non potranno mettere piede per tre anni a Capaci e due giovani della provincia di Catania che non potranno far ritorno a Palermo per almeno tre anni. 

La truffa dello specchietto ha visto protagonisti  due giovani originari della provincia di Catania ed è andata in scena vicino corso Calatafimi: hanno avvicinato l'automobilista e hanno fatto finta di essere stati colpiti dal suo veicolo per farsi ripagare il danno subito. L'arrivo degli agenti ha impedito che riuscissero a raggiungere il loro obiettivo. 

A cercare di vendere i gioelli falsi, invece, sono stati due palermitani. A Capaci, un truffatore si è finto un ufficiale della Marina, e insieme ad un complice, ha tentato di fregare degli anziani senza riuscirci: una pattuglia dei carabinieri che si trovava a transitare durante un servizio di prevenzione e controllo del territorio, si è avvicinata ed ha identificato i due. I.G., palermitano di anni 27, è stato denunciato per truffa e sostituzione di persona mentre l’altro palermitano, N.G., 49 anni, è stato denunciato per truffa. 

Il vademecum della Questura per riconoscere i raggiri

Nel caso della truffa dello specchietto, il truffatore procede a bassa velocità o si posiziona in doppia fila lungo una strada generalmente stretta ed angusta, sceglie, quale vittima del raggiro, un automobilista anziano e, simulando con il malcapitato un urto, finge un danno al suo specchietto retrovisore, chiedendone il risarcimento in via amichevole, pena il ricorso alle vie legali. La vittima, spesso sorpresa dal precipitare degli eventi, costernata dall’aver provocato il danno ed infastidita dall’idea di una grana giudiziaria, decide di accettare il compromesso proposto dal truffatore e di versargli così una somma di denaro per chiudere l’episodio in via “bonaria”.

Il consolidato clichè della truffa delle pietre preziose è realizzato da un finto squattrinato che, per impellenti necessità economiche, ha l’esigenza di vendere, anche sottocosto, gemme, gioielli o altri preziosi; per rendere più convincente la truffa, al siparietto di solito si aggiungono un fantomatico orafo ed un potenziale acquirente pronti a pagare subito la merce.

"Non cedere alle offerte di apparenti vantaggi, proposti sotto l’ingannevole veste di irrinunciabili acquisti - consiglia la poizia per evitare di incorrere in questi raggiri - ed imperdibili beni a prezzi di saldo".

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