Malattie inventate, firme false e i pannoloni ai morti: la truffa record alla Sanità

Il danno al sistema nazionale, riscontrato dai carabinieri nell'abito dell'operazione "Farmagate" sfociata in sei arresti, ammonta a 200 mila euro sulla base delle fatture già esaminate ma potrebbe aggirarsi intorno a un milione. Il ruolo strategico del funzionario Pietro Li Sacchi

Patologie inventate, assegnazioni di pannoloni a pazienti morti o inesistenti grazie ad autorizzazioni "particolari". Una maxi truffa con false certificazioni nelle quali comparivano perfino i prodotti per celiaci. Il danno al servizio sanitario nazionale, riscontrato dai carabinieri nell'abito dell'operazione "Farmagate" sfociata in sei arresti (NOMI), ammonta a 200 mila euro sulla base delle fatture già esaminate e, in proiezione statistica, potrebbe aggirarsi intorno a un milione alla fine degli accertamenti. (LE INTERCETTAZIONI - VIDEO)

CONTROLLI E RIMBORSI. Nell'inchiesta è stato scoperto che venivano rimborsati anche pannoloni a pazienti morti. Dopo alcuni riscontri i carabinieri avevano piazzato delle telecamere nell'ufficio di Pietro Li Sacchi, 41 anni, funzionario dell'ufficio H del Dipartimento di riabilitazione con sede nell'ospedale Guadagna. In questo modo i militari hanno scoperto tutte le fasi della truffa. E' stato grazie ad un esposto presentato dal direttore generale dell'Asp di Palermo, Antonio Candela, che è scattata l'operazione dei carabinieri. "Il capo d'imputazione è molto cospicuo - ha spiegato il procuratore aggiunto Dino Petralia - e ammonta a 70 pagine. Tantissimi gli episodi riscontrati con un lavoro certosino dei carabinieri. Le indagini dimostrano che i controlli nel Servizio sanitario nazionale sono pochi e ci sono tante possibilità di infiltrarsi nelle maglie delle procedure per i rimborsi".

IL MODUS OPERANDI. Il fulcro del sistema era proprio Li Sacchi (avrebbe falsificato anche la firma dei propri dirigenti) che, utilizzando le proprie credenziali, accedeva al sistema informatico dell’Asp ed alterava i dati relativi agli assistiti per la stampa di autorizzazioni false. Proprio attraverso l’intercettazione telematica veniva accertato che il predetto creava illecitamente una serie di autorizzazioni, utilizzando le generalità di ignari assistiti già presenti nel sistema informatico, modificando o inventando le patologie sofferte e le date. Insomma tutto quello che era necessario per giustificare la gratuita erogazione dei rimborsi a carico del’Asp e quindi del bilancio della sanità regionale.

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I BUCHI DELL'ASP. Non solo. Le autorizzazioni venivano preparate con date retroattive ed a volte anche a carico di persone decedute. Almeno 100 le autorizzazioni ottenute così. Li Sacchi le predisponeva facendole recapitare attraverso Giuseppe Villano ai farmacisti che ne curavano la presentazione all’Asp attestando ingannevolmente una fornitura mai avvenuta e mai richiesta dagli ignari intestatari. Un sistema che comportava l’immediato impoverimento dei fondi stanziati per le necessità degli assistiti realmente bisognosi, costringendo l'Asp a ripianare i “buchi finanziari” con specifiche richieste straordinarie.

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