Truffa alla Regione, sequestrati 3 traghetti alla Caronte & Tourist: "Non sono sicuri"

La società che ha inglobato nel 2017 la Ngi si è aggiudicata un appalto da 15,6 milioni con un ribasso del 30%. Le navi impiegate per le rotte, anche da e per Ustica, non sarebbero però state idonee soprattutto per anziani e disabili

Il traghetto Ulisee della Ngi/Caronte & Tourist isole minori

Sotto sequestro soldi, immobili, quote societarie e anche tre navi della Caronte & Tourist isole minori spa. Un vero e proprio tsunami si è abbattuto sulla società che nel 2017 ha inglobato la Navigazione generale italia spa, vincitrice di una gara d’appalto da 15,9 milioni (con un ribasso del 30%) bandita dalla Regione per la gestione dei collegamenti marittimi tra la Sicilia e le isole minori. Oltre al sequestro che colpisce la società e il suo amministratore, il 57enne Sergio La Cava, sono stati segnalati all’autorità giudiziaria anche Luigi Genghi (56), Edoardo Bonanno (48) e Vincenzo Franza (56), con ruoli di vertici sia nell’organigramma di Ngi sia in quello della Caronte & Tourist. Gli indagati sono accusati a vario titolo per i reati di truffa per il conseguimento di pubbliche erogazioni, falsità ideologica e frode nelle pubbliche forniture ai danni della Regione Siciliana.

VIDEO | Traghetti "trappola" per anziani e disabili

L'operazione è stata denominata "In alto mare". Eseguito il sequestro preventivo delle navi-traghetto "Pace", "Caronte" e "Ulisse", attualmente impiegate nei collegamenti La Maddalena/Palau, Trapani/Isole Egadi e Palermo/Ustica,

Sotto la lente della Procura di Messina e delle fiamme gialle del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo e Messina è finita la gara l’aggiudicazione dell’appalto vinto nel 2015 dalla Ngi spa per il lotto II (Trapani-Isole Egadi) pensato dall’assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità. “Per partecipare e aggiudicarsi la gara - ricostruisce la guardia di finanza - ciascuno dei concorrenti aveva individuato una nave-traghetto da dedicare esclusivamente alla tratta oggetto del singolo lotto, dotata di stringenti caratteristiche strutturali volte a consentire la navigazione in piena sicurezza anche alle persone a mobilità ridotta (categoria che comprende anche anziani, disabili, persone su sedia a rotelle, gestanti e chi accompagna bambini piccoli)”. Stando a quanto accertato dagli investigatori l’imbarcazione “Pace”, quella proposta dalla Ngi, presentava e presenta “carenze tecniche e strutturali in ragione delle quali non è assolutamente possibile trasportare in sicurezza persone con mobilità ridotta”.

finanza traghetto-2Proprio queste difformità rispetto a quanto previsto dalla normativa, accertate anche dagli organi tecnici durante le attività ispettive, “non sono mai state sanate - si legge in una nota - e conseguentemente non avrebbero consentito la partecipazione né l’aggiudicazione della gara alla Ngi spa (ora Caronte & Tourist isole minori spa)”. Le indagini avrebbero inoltre svelato un altro dettaglio adottato per non interrompere il servizio in caso di guasti o avarie della nave. Si trattava di “sostituzioni irregolari del traghetto designato per la tratta Trapani-Isole Egadi, non autorizzate preventivamente dalla stazione appaltante, ma soprattutto avvenute con i traghetti Caronte e Ulisse, anch’essi carenti dei requisiti previsti per il trasporto delle persone con mobilità ridotta”. Ipotesi confermata anche dai tecnici incaricati dall’autorità giudiziaria che hanno “sgombrato ogni dubbio circa l’assoluta inidoneità di tutti e tre i traghetti e sul conseguente concreto rischio in caso di naufragio e incendi”.

La normativa nazionale vigente, in linea con quanto previsto dal diritto dell’Unione europea in tema di aiuti di Stato, prevede cospicui contributi a beneficio degli aggiudicatari per rendere economicamente conveniente l’esecuzione del fondamentale servizio di collegamento di linea sulla scorta di una stima del costo di gestione della tratta (al netto dei ricavi derivanti dalla vendita dei titoli di viaggio). Quanto sottoposto a sequestro preventivo dalla guardia di finanza con l'operazione "In alto mare" corrisponde all’ammontare complessivo delle risorse indebitamente percepite dalla società nel periodo 2016-2019. I mezzi navali sequestrati sono stati affidati agli amministratori giudiziari nominati dal giudice per le indagini preliminari, mentre la società armatrice è stata designata custode.

La nota Caronte & Tourist

"Con riferimento alle allarmistiche notizie di 'blocco della Sicilia' a seguito del sequestro di navi di una delle società del Gruppo, Caronte & Tourist precisa che il traghettamento da e verso la Sicilia e le sue isole minori continua a essere regolarmente effettuato". E' quanto si legge in una nota a firma di Tiziano Minuti, Responsabile Comunicazione del Gruppo Caronte & Tourist. "Il provvedimento dell'autorità giudiziaria, relativo a questioni interpretative delle attuali normative in materia di trasporto di persone a mobilità ridotta, non inficia la continuità della continuità nell'esercizio dei collegamenti marittimi in parola che quindi procedono nei termini ordinariamente previsti - dice la società -Il Gruppo Caronte & Tourist ribadisce dunque la propria fiducia nell'operato della magistratura e la certezza di poter dimostrare l'assoluta limpidezza dei comportamenti aziendali e dei manager destinatari di informazione di garanzia".

Articolo aggiornato il 10 gennaio 2020 alle ore 11.41

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