Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

La maxi truffa del reddito di cittadinanza: 93 indagati, arrestato un impiegato di una partecipata della Regione

Operazione della guardia di finanza: scoperti complessivamente 53 furbetti del sussidio. Sequestrato un Caf e 620 mila euro

Indebita percezione del reddito di cittadinanza e istigazione alla corruzione. E' di un arresto e di un sequestro di un Caf il bilancio dell'operazione della guardia di finanza: nell’ambito delle indagini che vedono complessivamente 93 indagati, sarebbero stati individuate 53 persone che avrebbero percepito indebitamente del sussidio. Si tratta di somme non dovute per un ammontare complessivo di 620.402 euro. Ai domiciliari è finito Francesco Tuttoilmondo, 47 anni, impiegato della società partecipata dalla Regione Sas servizi ausiliari Sicilia e gestore di un Caf all'Arenella.

Così agivano i furbetti del reddito di cittadinanza | Video

I reati contestati sono truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falso materiale e ideologico in atto pubblico e appunto istigazione alla corruzione. Così i finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza del gip del tribunale.

Le indagini, condotte dagli specialisti del Nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo (Gruppo tutela spesa pubblica), originate dalla denuncia di un dipendente del Comune di Palermo, avrebbero permesso di accertare numerose condotte illecite "realizzate - si legge in una nota - attraverso la predisposizione e l’utilizzo di documentazione ideologicamente e materialmente falsa (dichiarazioni di residenza, dichiarazioni di iscrizione anagrafica ai fini Tari, contratti di locazione) inviata telematicamente alle postazioni territoriali dell’anagrafe comunale deputate al servizio di cambio domicilio".

La necessità di ottenere l’approvazione di queste variazioni sarebbe stata funzionale alla creazione - naturalmente fittizia - dei requisiti per poter percepire il reddito di cittadinanza che, come noto, erano legati al mancato superamento di specifiche soglie reddituali da parte del nucleo familiare, nonché all’assenza di persone condannate per gravi reati.

In particolare, Tuttoilmondo, attraverso lo schermo giuridico di un Caf, avrebbe predisposto la documentazione falsa a beneficio di un’ampia platea di “clienti”, "ricevendo - dicono dalla guardia di finanza - per ogni pratica un compenso economico pattuito, cercando, inoltre, di corrompere dipendenti comunali con regali e somme di denaro per tentare di velocizzare l’iter amministrativo per il cambio di domicilio".

Lagalla e Falzone: "Grazie a chi ha denunciato"

"Dalle notizie apprese dalla stampa sull’operazione che ha fatto luce sulla truffa sul reddito di cittadinanza esprimiamo il nostro apprezzamento - dicono il sindaco Roberto Lagalla e l'assessore Dario Falzone - per l’attività svolta dalle forze dell’ordine e per quei dipendenti comunali degli uffici Anagrafe e del Decentramento che hanno denunciato alcuni atti illeciti. Denunce che hanno contribuito a dare il via alle indagini".

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