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Truffa all'Inps con falsi invalidi, chiuse le indagini: in 23 rischiano il processo

Secondo le accuse sarebbe bastato pagare per avere una pensione di invalidità pur godendo di ottima salute grazie anche alla compiacenza di 11 medici di famiglia e con l'aiuto di alcuni Caf. A scoprire tutto la guardia di finanza

Un sistema ben rodato con il quale, secondo la Procura, sarebbe bastato pagare per avere una pensione di invalidità pur godendo di ottima salute. E’ questa la truffa ai danni dell’Inps che, grazie anche alla compiacenza di 11 medici di famiglia – che avrebbero attestato patologie inesistenti – era stata scoperta a gennaio dalla guardia di finanza, con l’operazione “Igea”. Adesso a 23 persone è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini e il procuratore aggiunto Sergio Demontis assieme al sostituto Francesca Mazzocco si apprestano dunque a chiedere il rinvio a giudizio.

A gestire il presunto imbroglio sarebbe stato Antonino Randazzo, che – per l’accusa – grazie alle sue conoscenze, sarebbe riuscito a far riconoscere l’invalidità a persone che non ne avrebbero avuto diritto, ma che sarebbero state disposte a pagarlo per questo scopo. Era stato arrestato assieme al suo presunto braccio destro, Filippo Accardo, titolare di diversi Caf tra la città e le provincia, che avrebbe curato le pratiche. Un ruolo importante, secondo i pm, l’avrebbe avuto anche Giuseppe Lo Baido, componente della commissione medica dell’Asp, che, in cambio di regali, avrebbe dato l’ok ad alcune pensioni.

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Oltre che per loro, l’inchiesta è stata chiusa anche per Fara Bartolotta, Pietro Costanzo, Maria Cucchiara, Grazia Lo Iacono, Grazia Nolfo, Halima Ouazza, Rosa Polizzi, Angela Saitta e Giuseppe Sapienza, tutte persone che avrebbero ricevuto la pensione indebitamente e loro presunti complici, nonché per l’impiegata dell’Inps di Partinico, Marianna Monachino, che avrebbe fornito informazioni a Randazzo accedendo nel sistema informatico dell’istituto, e per i medici Gaetano Maria Pitarresi, Alessandro Sciabbica, Salvatore Villa, Carmelo Spina, Antonio Galdino, Francesco Arnone, Michele Lumetta, Loredana Sutera, Pasquale Rodolico e Corrado Cugno Garrano. Per Randazzo, il gip Piergiorgio Morosini aveva disposto anche il sequestro di 100 mila euro, ritenuti provento della presunta truffa.
 

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