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Un'intercettazione dell'operazione "Contra Fides" della guardia di finanza

Un'intercettazione dell'operazione "Contra Fides" della guardia di finanza

Finti incidenti e ossa rotte per intascare i premi assicurativi, la Procura chiede 21 condanne

Il processo, nato dall'operazione "Contra Fides" della guardia di finanza, si sta svolgendo con il rito abbreviato. Altri 14 imputati hanno chiesto di patteggiare o hanno optato per l'ordinario. Alla sbarra pure vittime consenzienti disposte a farsi ferire in cambio di poche centinaia di euro

Avrebbero truffato le assicurazioni mettendo in scena finti incidenti stradali, ma con vittime vere - disposte cioè a farsi rompere braccia e gambe per simulare le ferite - al fine di intascare i premi e stamattina il procuratore aggiunto Sergio Demontis ed i sostituti Francesca Mazzocco e Andrea Zoppi hanno chiesto al gup Marco Gaeta la condanna di ventuno persone che hanno scelto l'abbreviato e tutte coinvolte nella maxitruffa. Altre quattordici hanno invece optato per il patteggiamento e per il rito ordinario.

Il processo - uno dei cinque attualmente in corso sullo stesso tema - è nato dall'operazione "Contra Fides" della guardia di finanza, messa a segno il 15 aprile dell'anno scorso. Anche in questo caso, come da triste copione nelle indagini sui così detti spaccaossa, era emerso che persone in gravi difficoltà economiche o con problemi di dipendenza avrebbero accettato di farsi ferire, con mattoni di tuffo o pesi da palestra, in cambio di poche centinaia di euro, e che bande senza scrupoli avrebbero poi organizzato i finti incidenti per chiedere i premi alle assicurazioni, intascando invece centinaia di migliaia di euro.

I presunti capi del gruppo imputato in questo processo, cioè Antonino Di Gregorio, Patrizia Alaimo e Ermanno Campisi avevano deciso di rispondere alle domande dei magistrati, ammettendo in parte anche le loro responsabilità. Per loro, nello specifico, la Procura ha chiesto rispettivamente condanne a 7 anni e 4 mesi, a 4 anni e 2 mesi e a 3 anni e 8 mesi.

Per gli altri le richieste sono le seguenti: Emanuela Gallano 4 anni e mezzo, Girolamo Bonanno 2 anni, Emanuele Di Mattei 5 mesi e 10 giorni, Giuseppe Di Piazza 2 anni, Rosalia Maria Farina 5 mesi e 10 giorni, Antonino Ferrigno 3 anni e 8 mesi, Alberto Alessio Fricano un anno e 10 mesi, Antonino Giglio 4 anni, Gesuè Giglio 5 anni e 8 mesi, Simone Marfia 2 anni e 8 mesi, Rita Mazzanares 4 anni e 4 mesi, Giovanni Moncada 13 mesi e 10 giorni, Giovanni Napoli 8 anni, Antonino Nuccio un anno e 4 mesi, Fabio Riggio 5 anni e mezzo, Francesco Paolo Sanzo 5 mesi e 10 giorni, Elisabetta Scarpisi 5 mesi e 10 giorni e Francesco Tumminia 5 anni.

Ora la parola passerà agli avvocati e quando il giudice emetterà la sentenza sull'abbreviato si pronuncerà anche sulle richieste di patteggiamento e gli eventuali rinvii a giudizio di Anna Accardi, Giacomo D'Ambrogio, Teresa Di Maio, Alessandro Di Mariano, Girolamo Gnoffo, Gaspare Ilardo, Filippo Inguglia, Benedetto La Mattina, Pietro Marino, Carolina Romagnolo, Giovanni Segreto, Giacoma Tantillo, Gaetano Taormina e Giovanni Tulumello.

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