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Martedì, 17 Maggio 2022
Polizia

"Rifilava patacche al posto di pietre preziose", scatta il sequestro per il truffatore dei diamanti

Sigilli a un appartamento e a un’auto del valore complessivo di circa 200 mila euro di proprietà di Francesco Grillo, condannato in via definitiva per alcuni episodi. In uno di questi si era finto un marinaio inglese e in via Maqueda aveva cercato di raggirare un poliziotto in borghese

In passato avrebbe rifilato delle patacche spacciandole per diamanti e grazie a queste truffe sarebbe riuscito anche ad accumulare un piccolo patrimonio. La polizia ha eseguito un decreto di sequestro emesso dalla sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo nei confronti di Francesco Grillo, 45 anni, che in passato è stato anche condannato in via definitiva per alcuni episodi. Sigilli dunque a un appartamento e un’auto del valore complessivo di circa 200 mila euro.

Secondo quanto ricostruito Grillo avrebbe iniziato a dedicarsi alle truffe già a partire dal 2004. Dopo aver adocchiato le vittime le avrebbe convinte, anche grazie ad alcuni complici, ad acquistare delle pietre preziose - poi rivelatesi false - a un prezzo vantaggioso. Nel 2014 Grillo e altri indagati avrebbero provato a truffare un uomo in via Maqueda. Il 45enne si sarebbe finto un marinaio per prospettargli alcuni diamanti del valore di 15 mila euro. Per sua sfortuna la vittima era un poliziotto in borghese e questa scoperta è costata a lui e un complice una denuncia.

Lo stesso copione si sarebbe ripetuto nel 2016 a Torre del Greco, in provincia di Napoli. In quell’occasione Grillo, un altro palermitano e un campano erano stati arrestati dopo una truffa ai danni di un ottantenne, convinto a pagare tremila euro per avere dei diamanti in realtà mai esistiti. E altri colpi li avrebbe messi a segno, insieme ad altre persone, anche a Mazara del Vallo, Canicattì e Salerno.

In ultimo, nel 2018, si sarebbe reso "protagonista di tre distinti episodi di truffa aggravata - si legge in una nota della polizia - commessi a Gela, Palermo e Marsala nei confronti di anziani, che avrebbero fruttato complessivamente un bottino di oltre diecimila euro. Sulla base della sua acclarata pericolosità sociale, l’Ufficio misure di prevenzione della questura di Palermo ha condotto delle indagini patrimoniali nei suoi confronti dalle quali è emersa una notevole sperequazione tra l’impiego di risorse utilizzate per l’acquisto di beni e i redditi dichiarati al Fisco".

"Da tali indagini patrimoniali - si conclude la nota - è emersa tra l’altro una connessione temporale tra il periodo di illecito arricchimento da parte dell’uomo e quello relativo all'acquisto di beni nella sua disponibilità, a conferma, pertanto, di come il predetto abbia fatto ricorso ai proventi derivanti dalle sue attività delittuose per far fronte a tali investimenti patrimoniali, oggetto di provvedimento del sequestro odierno".

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