Cronaca

Cronotachigrafo "taroccato" sul tir, denunciati camionista e ditta di trasporti

Un 39enne che viaggiava sulla Palermo-Catania è stato fermato dalla Polstrada. Grazie a un bypass collegato nel vano motore sarebbe riuscito a "ingannare" la centralina, guidando più delle ore consentite e non riposando abbastanza

Aveva viaggiato a lungo trasportando un carico di patate, ma al momento del controllo il cronotachigrafo digitale del suo tir non indicava né il tempo né i chilometri percorsi, come se il mezzo si fosse “mosso da fermo” per chissà quanto. Gli agenti della polizia stradale hanno fermato e denunciato un autotrasportatore di 36 anni e il suo capo, titolare di un’azienda del Messinese. Grazie a un bypass collegato nel vano motore sarebbe riuscito a "ingannare" la centralina, guidando più delle ore consentite e non riposando abbastanza per evitare i rischi dovuti alla stanchezza. Dalle dodici alle diciotto ore, su e giù per le autostrade dalla Sicilia alla Spagna, alla Francia e alla Germania.

L’autotrasportatore è stato fermato domenica mattina nell’area di sosta "Caracolli Sud" dagli agenti della Polstrada di Buonfornello. I poliziotti, che probabilmente lo seguivano già da qualche chilometro, grazie alla loro esperienza hanno intuito che qualcosa potesse non andare nel conducente. Sceso dall’abitacolo, infatti, l'uomo non è riuscito a nascondere la sua stanchezza. I dati emersi dai primi controlli sul mezzo avrebbero mostrato qualche anomalia, convincendo gli agenti a procedere con un controllo più approfondito.

Gli accertamenti hanno infatti consentito di rivenire una costosa apparecchiatura elettronica che avrebbe permesso all’autotrasportatore di viaggiare oltre i limiti consentiti senza destare sospetti in caso di controllo. Il tutto grazie a un piccolo telecomando che, con la pressione qualche pulsante, gli avrebbe consentito di alterare i numeri indicati dal cronotachigrafo "ufficiale", di fatto bloccato. Un escamotage purtroppo utilizzato spesso dalle aziende, specialmente da quelle con "flotte" limitate di mezzi, per rispettare tempi di consegna stretti e trasportare la merce a destinazione massimizzando i guadagni. Tutto a scapito della sicurezza su strada.

Sia all'autotrasportatore che al suo titolare, che rischiano una denuncia per truffa e manomissione di apparecchi in grado di prevenire disastri o infortuni sul lavoro, è stata elevata una multa da quasi duemila euro, mentre al conducente è stata anche ritirata la patente dalla quale sono stati decurtati 10 punti. "Le ultime statistiche disponibili - riporta l'Associazione sostenitori ed amici della polizia stradale nella "Enciclpedia dei cronotarocchi" - dicono che nel 2008 sono stati 26.491 i camion coinvolti in 13.836 incidenti con 274 morti e 10.483 feriti. Sulle autostrade la percentuale di incidenti con mezzi pesanti è del 37%".

Solo nel 2015 sono state oltre 6.500, dati Istat, le infrazioni riscontrate in relazione alla manomissione del cronotachigrafo. Un problema costante cui la Polstrada cerca di porre rimedio con un controllo quotidiano e capillare della rete autostradale. "E’ un fenomeno sempre molto diffuso - spiega Giordano Bisermi, presidente dell’Asaps - che ci ha portati a stilare una vera e propria enciclopedia dove passiamo in rassegna centinaia di episodi. E’ uno degli aspetti più preoccupanti relativamente alla sicurezza stradale insieme alle all’uso del cellulare alla guida fra le distrazioni in genere. Va anche detto che gli autotrasportatori vengono pressati e costretti dalle aziende ad dilatare i tempi di guida ed evitare il riposo”.

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