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Domenica, 22 Maggio 2022
Tribunale

La truffa con i corsi di formazione fantasma, rinviato a giudizio il deputato Riccardo Savona

La decisione del giudice riguarda anche la moglie e la figlia dell'attuale presidente della commissione Bilancio all'Ars. A luglio scorso il processo era stato azzerato perché molti atti non erano stati depositati, ledendo il diritto di difesa del politico

Tutto era stato azzerato dal gup Marco Gaeta a luglio dell'anno scorso per una "grave omissione", ovvero il mancato deposito di 13 interrogatori ed oltre 9 mila pagine di carteggi e provvedimenti tra la Regione e gli enti di formazione, ma ieri per il deputato regionale di Forza Italia, nonché presidente della commissione Bilancio all'Ars, Riccardo Savona, il rinvio a giudizio per truffa è stato disposto dallo stesso giudice.

Assieme a lui, ad ottobre, saranno processati davanti al tribunale anche la figlia Simona e la moglie Maria Cristina Bertazzo, il rappresentante della cooperativa "La Fenice", Sergio Piscitello, Michele Cimino, inizialmente fedele collaboratore del deputato e poi suo principale accusatore, e Nicola Ingrassia. La vicenda è quella sul presunto "sistema Savona", legato a corsi di formazione fantasma, con la quale il politico e i suoi parenti, secondo la Procura, avrebbero messo le mani su 900 mila euro.

L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dai sostituti Maurizio Zoppi e Vincenzo Amico, aveva svelato i presunti trucchi utilizzati per frodare la Regione. Durante l'udienza preliminare, però, la difesa di Savona, rappresentata dagli avvocati Salvatore Traina e Manuela Gargano, avevano fatto presente al giudice che sarebbero mancati molti atti, mai depositati, e che questo avrebbe leso il diritto di difesa del politico. Un dato che il gup aveva ritenuto fondato, tanto da annullare il processo e da far retrocedere tutto alla fase delle indagini preliminari. I documenti sono stati poi depositati, sono stati notificati un nuovo avviso di conclusione delle indagini e una nuova richiesta di rinvio a giudizio. Che ieri è stata accolta dal giudice, anche se la difesa di Savona ha eccepito che mancassero ancora diversi atti.

Intanto all'Ars il Movimento 5 Stelle chiede le dimissioni del deputato: "E' inammissibile che continiui a guidare la commissione Bilancio durante la Finanziaria", dicono.

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