Truffa all'Asp, i soldi della onlus usati per pagare pesi da palestra e lavori di ristrutturazione

I retroscena dell'operazione che oggi ha portato a 4 arresti. Dalle intercettazioni emerge che la "Cuore giovane" sarebbe stata utilizzata anche per coprire spese personali degli indagati. Secondo la Procura, i volontari non avrebbero avuto gli attestati per lavorare

Una onlus che non era una onlus, visto che secondo la Procura, i suoi amministratori si sarebbero addirittura spartiti degli utili ed avrebbero pure usato l'associazione per coprire spese personali (dall'acquisto di pesi da palestra, al pagamento di un viaggio di istruzione e di lavori di ristrutturazione), volontari che sarebbero stati in realtà dei dipendenti e che, peraltro, non avrebbero neppure seguito i corsi di formazione necessari per occuparsi dei malati. E' questo il fulcro dell'inchiesta della guardia di finanza sulla "Cuore Giovane onlus", coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dai sostituti Pierangelo Padova ed Andrea Fusco. Stamattina su disposizione del gip Lorenzo Jannelli sono stati arrestati in quattro, Giuseppe Sammartino, la moglie Maria Lunetta, Gaspare Consiglio, nonché l'infermiere dell'Asp di Caltanissetta Calogero Alaimo. Gli indagati sono però molti di più e tra essi figurano Gennaro D'Errigo, dipendente della Seus sottoposto all'obbligo di dimora, Desiderata Lunetta e Gaspare Salvia.

La caccia agli attestati

Quando i finanzieri, guidati dal colonnello Gianluca Angelini, avevano avviato dei controlli a marzo del 2018, nella onlus era scattato il panico e la ricerca disperata di attestati da produrre agli inquirenti. Documenti che, secondo la Procura, sarebbero del tutto falsi, a dimostrazione che i volontari dell’associazione non avrebbero neppure seguito i corsi di formazione necessari. Un quadro che emerge anche dalle intercettazioni. In quei giorni, Sammartino chiedeva aiuto ad Alaimo: “Compà, ti chiamo per dirti una cosa, io ho bisogno del tuo aiuto… Ho bisogno di incontrarti con urgenza… Ho bisogno di te, compà”. Successivamente era la moglie, Lunetta, a pressare per capire se è “tutto a posto?” e Sammartino rispondeva: “Sì, ma il primo e il secondo (si riferisce ai livelli degli attestati, ndr) non è che me lo dà ora… forse non ci siamo capiti… Siamo rimasti per giovedì, non gliele hai mandare via mail le cose?”. La donna replicava preoccupata: “Giuseppe, a me mi sembra tardi giovedì”.

Che l'aiuto sarebbe servito per gli attestati emerge poi chiaramente quando Sammartino diceva: “Ma lui non li può prendere questi attestati e va là sopra e li va a fare?" e Lunetta spiegava: “Aspettava sicuramente la data delle cose di Rino (Alaimo, ndr) per scrivere… Si devono scrivere ancora le date e fare le fotocopie, gioia mia”. Sammartino si rimetteva quindi in contatto con Alaimo per accelerare la procedura, perché la convocazione alla guardia di finanza era fissata a stretto giro. I due si sarebbero così accordati sulla data da inserire sugli attestati: “Scusami Rino se ti inquieto – diceva Sammartino – siccome l’hanno chiamati ora… la data gliela possiamo mettere nel frattempo ora noi?”. E Alaimo replicava: “Ora ti do la data, aspetta due secondi, adesso guardo il calendario...” e poi inviava un sms a Sammartino indicando “16 dicembre”. E su alcuni dei documenti ritenuti fasulli c’è proprio questa data, 16 dicembre 2017. Sammartino scriveva poi ad Alaimo: “Grazie di cuore”. E nelle settimane successive tornava a ringraziarlo: “Ti volevo dire intanto grazie a nome di tutti qua”.

I soldi della onlus per spese personali

La “Cuore Giovane” “non è una vera associazione no pofit”, dicono gli investigatori: i gestori dell'ente, Sammartino, Lunetta e Consiglio, si sarebbero addirittura spartiti degli utili. Inoltre, in diverse circostanze la onlus sarebbe servita per sostenere spese ed esigenze del tutto personali dei suoi componenti. Tra queste emerge il pagamento di un viaggio di istruzione, 277 euro versati ad una scuola il 9 aprile del 2015, ma anche, il 16 novembre 2016, 530,26 euro per l’acquisto di “attrezzi ginnici”. Il 13 dicembre 2017 sarebbero stati poi versati 90 euro alla Federazione italiana pesistica per il tesseramento di Sammartino.

Ma ci sono anche bonifici da 325 euro mensili (per un totale di 11.095 euro) versati dalla “Cuore Giovane” in favore dell’avvocato Antonino Salvatore Garofalo in relazione al “canone di affitto studio ufficio”. L’immobile, secondo la guarda di finanza, sarebbe servito a Maria Lunetta che risulta essere appunto un avvocato.

Tra le spese della onlus ci sarebbero poi anche i lavori di ristrutturazione di una casa di Alcamo acquistata da Sammartino e Lunetta: in un’intercettazione si sente un dipendente della ditta che chiede: “A nome di chi la fattura?” e Sammartino risponde: “Cuore Giovane onlus”. Inoltre, una Fiat Panda dell'associazione - che avrebbe dovuto essere adibita esclusivamente al trasporto di emodializzati - sarebbe stata invece fornita al figlio di un socio della onlus “in occasione di un soggiorno a Palermo”. L’uomo dice in un’intercettazione: “Ora voglio chiamare a Sammartino per vedere il discorso della macchina”.

E infatti successivamente il padre dell’uomo chiama l’indagato: “Ti volevo chiedere, hai avuto modo di trovare una macchina?” e Sammartino: “Sì, non ci sono problemi, magari pure con le scritte (cioè quelle della onlus, ndr), non fa niente”. Sempre Sammartino si attivava e chiedeva: “Ma c’amma fare per domani cu chistu ca arriva o puorto e poi ci servu una machina… A chistu non u putemo lassare accussì...”. Il 13 giugno 2018, come documentato durante un servizio di osservazione dei finanzieri, la Panda sarebbe stata effettivamente consegnata all’uomo che l’avrebbe richiesta per muoversi in città durante la sua vacanza.

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