Cronaca

Tribunale del Riesame, revocati i domiciliari all'avvocato Riccobene

Era stato arrestato lo scorso 16 luglio nell'ambito dell'inchiesta riguardante Giuseppe Corona, ritenuto il presunto tesoriere della nuova mafia. Il penalista era accusato di concorso in fittizia intestazione di beni, aggravata dall'agevolazione di Cosa nostra

Il Palazzo di Giustizia

Il Tribunale del Riesame ha annullato l'ordinanza di arresti domiciliari riguardante l'avvocato Nicolò Riccobene, accusato di concorso in fittizia intestazione di beni, aggravata dall'agevolazione di Cosa nostra. Il penalista, già coinvolto in un'indagine di mafia nel 2017, lascia quindi i domiciliari. Lo scorso 16 luglio era stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta riguardante Giuseppe Corona: ritenuto il presunto tesoriere della nuova mafia.

Accogliendo la richiesta dei legali di Riccobene (gli avvocati Giovanni Di Benedetto, Enrico Sanseverino ed Enrico La Grassa), il Riesame ha annullato la misura cautelare emessa a suo carico dal gip. L'accusa, adesso smentita, sostiene che il professionista avrebbe suggerito alla moglie di Raffaele Favaloro, per evitare il sequestro dei beni, in particolare di una tabaccheria, di fingere di essere separata dal marito.

Secondo quanto dimostrato dalla difesa, però, i coniugi Favaloro sono legalmente separati dal 2005: il "consiglio", risultante da un'intercettazione, non può essere stato dato da Riccobene, anche se in sè non ci sarebbe nulla di illecito. L'inchiesta dell'anno scorso aveva portato alla sospensione di Riccobene dall'esercizio della professione, poi revocata.

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