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Cosa nostra e gli affari per la metanizzazione, restituiti i beni agli eredi di Ezio Brancato

Il tribunale del Riesame ha annullato il sequestro di conti correnti per un milione e mezzo di euro che era stato disposto nei confronti della moglie e delle figlie di Ezio Brancato, socio della "Gas spa" che si occupò della metanizzazione della Sicilia

Il tribunale del Riesame ha annullato il sequestro di conti correnti per un milione e mezzo di euro che era stato disposto per gli eredi di Ezio Brancato, socio della "Gas spa" che si occupò della metanizzazione della Sicilia.

Secondo gli inquirenti, l'attività imprenditoriale di Ezio Brancato "era stata controllata e favorita illecitamente da Vito Ciancimino e Bernardo Provenzano". Nel mese di gennaio 2004, il "Gruppo Gas" era stato venduto alla multinazionale spagnola "Gas Natural" per oltre 115.000.000 di euro, di cui circa 47 milioni pagati a Maria D'Anna, Monia e Antonella Brancato, rispettivamente moglie e figlie di Ezio Brancato. Il sequestro era scattato per denaro, gioielli e immobili custoditi ad Andorra in virtù di due provvedimenti separati: il primo emesso dalla procura diretta da Francesco Lo Voi e il secondo dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale, presieduta da Giacomo Montalbano. (IL VIDEO)

Oggi i giudici hanno accolto le richieste degli avvocati Alberto Polizzi ed Ernesto D'Angelo, che assistono le eredi, restituendo loro il patrimonio.

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