Cronaca

"Meno ritardi nelle udienze e più decoro in aula": nuove regole per giudici e avvocati

Tribunale, Procura e Ordine degli avvocati hanno siglato un accordo in sedici punti per evitare lungaggini e disfunzioni che ricadono su testimoni, parti lese, imputati e forze dell'ordine

Il tribunale di Palermo

Basta ad aule affollate, attese infinite e ritardi nell'amministrazione della giustizia. Il presidente del tribunale Salvatore Di Vitale, il procuratore capo Francesco Lo Voi, il presidente dell'Ordine degli avvocati Francesco Greco, il presidente della Camera penale Vincenzo Zummo e la dirigente amministrativa del tribunale Angela Augello hanno siglato un protocollo di intesa che detta regole più precise per le udienze, al fine di evitare lungaggini e disfunzioni che ricadono su testimoni, parti lese, imputati e forze dell'ordine.

In sedici punti si traccia una sorta di "nuovo corso", in vigore dal primo gennaio 2018. Le udienze dovranno iniziare effettivamente alle 9, i processi che non possono essere trattati saranno rinviati per primi, le udienze con detenuti saranno agevolate da "traduzioni" - lo spostamento dal carcere - che verranno anticipate rispetto agli orari di inizio delle udienze, in modo da ridurre le attese. Le udienze che si terranno di mattina si svolgeranno nella fascia oraria 9-15,30 senza interruzioni; le udienze pomeridiane saranno consentite il martedì e il giovedì', e massimo fino alle 19. Per evitare l'ingolfamento dei ruoli, inoltre, ciascuna udienza non potrà avere più di 35 cause. Non si tralascia neppure l'aspetto formale: l'intesa prevede infatti che giudice, pm e avvocati indossino sempre la toga in udienza.

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