Cronaca

Trattativa Stato-mafia, attesa la prima sentenza per Mannino

A meno di un rinvio il gup Marina Petruzzella si esprimerà sull'accusa di minaccia a corpo politico per l'ex ministro della Dc. Per i pm “non vi sono dubbi sulla comprovata responsabilità dell’imputato”. Avrebbe istigato i contatti con Cosa nostra per evitare di essere ucciso

L'ex ministro democristiano Calogero Mannino - @TmNews/Infophoto

E' attesa per oggi al tribunale di Palermo la sentenza del processo stralcio della trattativa Stato-mafia a carico dell'ex ministro democristiano Calogero Mannino. A meno di un rinvio, il gup Marina Petruzzella, che già lo scorso 30 settembre aveva fatto slittare ad oggi la sentenza, si esprimerà oggi sull'accusa di minaccia a corpo politico dello Stato mossa nei confronti di Mannino, unico tra gli imputati per la trattativa ad essere giudicato col rito abbreviato. Gli altri che fanno parte del filone principale del processo, che saranno giudicati con rito ordinario, sono generale Mario Mori e il colonnello Giuseppe De Donno, oltre al generale Antonio Subranni.

Per l'esponente della Dc, al termine della requisitoria, la Procura palermitana ha chiesto una condanna a 9 anni oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Per l’accusa, rappresentata dai pm Roberto Tartaglia, Nino Di Matteo e Francesco Del Bene, non "vi sono dubbi sulla comprovata responsabilità dell’imputato". Il procuratore aggiunto Vittorio Teresi aveva definito Mannino quale "istigatore e ispiratore principale del contatto tra Mori, De Donno e Cosa nostra perché si riuscisse a evitare in qualche modo che la mafia lo ammazzasse".

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