Mafia, trattativa tra boss e Stato Mancino riascoltato oggi dai giudici

Ieri sono stati sentiti Vincenzo Scotti e l'ex capo di gabinetto di Conso. Il pentito Brusca ha raccontato che l'ex ministro sarebbe stato "il terminale finale" della contrattazione

L'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino

L'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino sarà riascoltato oggi, come persona informata sui fatti, dai pm della Dda di Palermo che indagano sulla cosiddetta trattativa tra lo Stato e la mafia nel periodo immediatamente successivo alle stragi mafiose del'92. Ieri i magistrati Antonio Ingroia, Paolo Guido, Nino Di Matteo e Lia Sava, hanno interrogato, sempre come persona informata sui fatti, l'ex ministro Vincenzo Scotti, predecessore di Mancino al Viminale, e l'ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia del '93 Giovanni Conso, Giuseppe La Greca. Mancino è arrivato alle 15 negli uffici della Procura. L'ex Ministro non ha fatto dichiarazioni entrando nelle stanze dei magistrati.

Mancino, che è stato a capo del Viminale dal 28 giugno del 1992 al 19 aprile del 1994, viene sentito dai pm per la seconda volta in due anni, sempre sullo stesso argomento. Era stato il pentito Giovanni Brusca, tra i primi a parlare del papello, cioè l'elenco delle richieste del boss Totò Riina allo Stato per fare terminare la strategia stragista, a raccontare ai pm, che Mancino sarebbe stato era ''il terminale finale'' della trattativa. A lui dovevano arrivare, secondo il collaboratore, le istanze di Cosa nostra. (fonte: Adnkronos)

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