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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Trattativa Stato-mafia: 12 indagati, i pm: “Fu Mannino ad avviarla”

Chiuse le indagini della Procura di Palermo. Secondo i magistrati sarebbero stati i carabinieri del Ros a proseguire il dialogo tramite l'ex sindaco Ciancimino. Dal '93 invece il mediatore è diventato il senatore Dell'Utri

La procura di Palermo ha notificato a 12 persone l'avviso di chiusura dell'indagine sulla trattativa Stato-mafia. L'atto, che normalmente precede la richiesta di rinvio a giudizio, ha come destinatari due ex ministri, Mancino e Mannino, il senatore Dell'Utri, gli ufficiali dei carabinieri Subranni, Mori e De Donno, Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo, e i capimafia Totò Riina, Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Bernardo Provenzano e Nino Cinà. Nel caso del reato di false informazioni a pm contestato all’ex guardasigilli Giovanni Conso, prevede il codice penale, l'inchiesta si sospende fino alla definizione in primo grado del procedimento principale: in questo caso quello sulla trattativa. Per i magistrati sono loro i protagonisti di un patto scellerato che Paolo Borsellino avrebbe scoperto nella sua fase iniziale.

Secondo i pm fu l'ex ministro Dc Calogero Mannino ad avviare la trattativa con i vertici di Cosa nostra, all'inizio del '92, perché temeva di essere ucciso. Poi, sarebbero stati i carabinieri del Ros a proseguire il dialogo segreto fra Stato e mafia, tramite l'ex sindaco Vito Ciancimino. Dopo il '93, invece, i boss avrebbero avuto un altro referente nei palazzi delle istituzioni: l'attuale senatore Marcello Dell'Utri. Così la Procura di Palermo ricostruisce una delle pagine più buie della storia recente del Paese.
 

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