Cronaca

"No al trasloco degli uffici giudiziari dell’ex Palazzo Eas", avvocati in stato di agitazione

A comunicarlo è stato il presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati, Antonello Armetta, contestando il trasferimento delle attività nell’ex sede Riscossione Sicilia di via Orsini: "Scelta che determinerà il caos delle udienze e disagi per tutti"

A sinistra l'ex Palazzo Eas

No allo spostamento degli uffici dall’ex Palazzo Eas all’ex sede di Riscossione Sicilia. Il consiglio dell’Ordine degli avvocati di Palermo ha proclamato lo stato di agitazione dell’avvocatura palermitana per il trasferimento delle attività dall’edificio che si trova nella “cittadella giudiziaria” a via Orsini. “Lo scenario che si prospetta - afferma il presidente dell’Ordine, Antonello Armetta - è quello di centinaia di persone che quotidianamente saranno costrette a fare la spola tra punti opposti di Palermo con conseguenze facilmente prevedibili: caos delle udienze, una città ancora più congestionata e soprattutto disagi per gli avvocati, gli utenti e gli operatori del sistema giustizia”.

Per scongiurare questo decisione il consiglio dell’Ordine ha annunciato che “valuterà, unitamente a tutte le associazioni e agli ordini del distretto, le iniziative da assumere ed assicurerà il massimo coinvolgimento di tutti gli avvocati. Confidiamo che - prosegue Armetta - il proficuo dialogo istituzionale intrapreso con il presidente della corte d’Appello e il presidente del tribunale, cui va dato atto di avere sempre affrontato ogni criticità di concerto con l’avvocatura, consenta di raggiungere l’obiettivo comune del mantenimento all’interno della cittadella di tutti quegli uffici che prevedono l’accesso al pubblico, eventualmente provando a dislocare in via Orsini ogni ufficio che non preveda l’affluenza di aavvocati ed utenti”.

“Con la nostra iniziativa - ha concluso il presidente Armetta - desideriamo rivolgerci al ministro della Giustizia perché non possiamo astenerci dal rivendicare una immediata e definitiva soluzione della vicenda (la fine dei lavori all’ex Palazzo Eas è prevista per il 2024, ndr), rispettosa della attività lavorativa di tutti gli avvocati, che quotidianamente si troverebbero a fare la spola tra due zone diverse della città, dell’effettiva tutela dei diritti dei propri assistiti, della efficienza del sistema giustizia, ma rispettosa anche della cittadinanza, attesa tra l’altro l’assenza di idonee aree adibite a parcheggio nella zona interessata dal trasferimento”.

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